Puglia

Concorso docenti, la candidata accusata: “L’aggredita sono io”

Dopo l’accusa, ecco la difesa. La denuncia di aggressione veicolata dal dirigente scolastico e presidente del Comitato di vigilanza per le prove concorsuali in Puglia, Ivano De Luca, portata anche all’attenzione del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, produce subito un secondo atto. Il contesto è quello del concorso docenti Pnrr3. La candidata accusata di aver aggredito verbalmente e fisicamente il dirigente, quindi, per il tramite del proprio difensore di fiducia, l’avvocato Mario Luigi Aiezza, contesta integralmente la ricostruzione dei fatti e rilancia con una versione totalmente diversa dell’accaduto. Di seguito, quindi, la lettera inviata dall’avvocato Aiezza.

“In riferimento alle notizie di stampa apparse in relazione al Concorso PNRR 3 – Concorso Docenti, svoltosi qualche giorno fa presso l’I.C. “Francesco Dimo” di Taviano, la candidata alla quale fa indirettamente riferimento il Dirigente Scolastico Ivano De Luca, contesta integralmente la ricostruzione pubblicata da alcuni organi di stampa, così come verosimilmente offerta dal predetto, in quanto gravemente incompleta e non conforme alla realtà dei fatti. È necessario precisare, difatti, che non vi è stata alcuna aggressione da parte della candidata, né verbale né tantomeno fisica, così come in alcun modo la stessa ha sottratto al Dirigente il computer di servizio o il telefono cellulare.

Al contrario, la candidata è stata aggredita verbalmente dal Dirigente con tale veemenza sino al punto da cadere in terra, in ragione dell’aggressiva presenza fisica dello stesso ad un palmo dal suo volto, ed essere costretta a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari, il cui ausilio veniva inizialmente opposto dal pubblico ufficiale, determinando tale omissione un peggioramento delle condizioni di salute della candidata, già affetta da problematiche di salute inerenti il sistema respiratorio.

Si respingono dunque con forza le accuse mosse dal Dirigente De Luca, evidenziando peraltro l’inadeguatezza logistica e di sicurezza inerente la sede concorsuale, nonché l’atteggiamento aggressivo assunto nei confronti della candidata dal Dirigente sin dalla fase precedente l’ingresso nell’aula ove si sarebbe dovuta svolgere la prova, nonché il comportamento prevaricatore e veemente tenuto dallo stesso in occasione della decisione di annullare la prova della candidata.

Tutte tali questioni, che saranno naturalmente portate all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria, sarebbe stato auspicabile trattarle esclusivamente nelle sedi competenti, come il senso delle Istituzioni avrebbe peraltro dovuto imporre al Dirigente Scolastico il quale invece ha ritenuto di dover fornire agli organi di stampa una propria versione dei fatti, ancor prima che il Ministero, dinanzi ai cui organi la candidata auspica di poter essere quanto prima audita, abbia attivato le procedure di controllo indicate negli articoli di stampa.

La non conformità al vero di quanto riportato nelle notizie apparse su varie testate locali e nazionali, imponeva pertanto una precisazione da parte della candidata, essa si lesa nella dignità e pesantemente denigrata nelle fasi immediatamente successive all’annullamento della prova”.




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