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il marito-orco si nascondeva in Francia

ANCONA Ha costretto la moglie a subire maltrattamenti e violenze di ogni tipo, non solo schiaffi e pugni anche alla presenza della figlia minore della coppia, ma anche rapporti sessuali violenti. Un inferno durato quattro anni, nella loro abitazione di Ancona. Poi la donna, decidendo di lasciare il marito-padrone (un tunisino di 38 anni) e denunciarlo, è riuscita a uscire dall’incubo. Il papà violento è stato condannato a 7 anni. Ma poi è scappato, una volta arrivata la sentenza. Era sparito nel nulla. La polizia l’ha ritrovato in Francia, nella cittadina di Linas, 6mila abitanti, a poca distanza da Parigi.

Il passato

Nel 2018, grazie alla denuncia della donna, gli investigatori della Squadra Mobile di Ancona, coordinati dalla Procura dorica, sono riusciti ad accertare una serie di condotte violente commesse dal tunisino dal 2014 al 2018.

Dalle indagini è emerso che l’uomo, in diverse occasioni, nel corso degli anni, avrebbe usato violenza fisica nei confronti della moglie, colpendola con schiaffi e pugni e, in maniera reiterata, l’avrebbe obbligataa a subire rapporti sessuali violenti. Vessazioni e maltrattamenti commessi alla presenza della loro figlioletta, già da quando aveva 6-7 anni, costretta ad assistere impotente alle violenze del padre nei confronti della madre. Queste circostanze hanno indotto il Tribunale per i Minorenni di Ancona a emettere dapprima un decreto di sospensione e successivamente un decreto di decadenza della responsabilità genitoriale.

L’uomo, condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale con il vincolo della continuazione, poco prima dell’emissione della sentenza di condanna è fuggito per sottrarsi all’esecuzione della pena. Il suo nome e i suoi dati sono stati inseriti in un particolare progetto denominato “Wanted”, mirato alla ricerca e alla cattura di latitanti di elevato spessore, con particolare riguardo a bersagli ricercati in cooperazione con le autorità estere.

Gli investigatori della Squadra Mobile dorica, dopo un’attenta e meticolosa ricerca effettuata mediante pedinamenti digitali, sono riusciti a individuare alcuni profili riconducibili al ricercato nella cittadina francese a sud di Parigi. A conferma di quanto scoperto dai poliziotti, la polizia francese ha fornito elementi determinanti sulla presenza del ricercato a Linas. I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra mobile di Ancona in cooperazione con la Polizia francese hanno rintracciato il tunisino.

Il 27 agosto scorso è stato eseguito il mandato d’arresto europeo. Il 28 novembre, le autorità francesi hanno estradato il condannato, consegnandolo alle autorità italiane. Arrivato sotto scorta all’aeroporto di Fiumicino, è stato portato al carcere di Viterbo dove il 37enne sconterà 7 anni.




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