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Seeking Darkness: La svolta oscura di Parannoul :: Le Recensioni di OndaRock

Dietro Huremic non c’è altri che Parannoul, il misterioso folletto dreamgaze sud-coreano attorno al quale si è creata una vera e propria scena. E’ lui il solo e unico intestatario di questa nuova firma, che, dato il contenuto dell’esordio “Seeking Darkness”, vuole divergere completamente dalle creazioni elaborate sotto al moniker principale.
Dimenticatevi quindi ascensioni verticali, lampi di luce e polvere di sogno. Huremic cerca davvero l’oscurità, comprimendo laddove Parannoul espandeva, velando dove Parannoul sfoggiava. “Seeking Darkness” non ha nulla, ma proprio nulla, a che vedere con la dimensione trasognata e iperborea costruita finora dal musicista coreano, che in questo progetto vira verso un post-rock psichedelico, fisico, contundente, ipnotico e nero come la pece.

Post-rock, ho appena scritto, eppure in “Seeking Darkness” di suonato non c’è nulla. Parannoul ha imbastito tutto (quasi) interamente con librerie digitali e strumenti virtuali, durante un periodo di clausura in un laboratorio universitario di Seul. Non c’è però da aspettarsi sample riconoscibili; quelli campionati dal genietto coreano sono soltanto suoni, pescati tanto dalla tradizione quanto dal rock locale, riorganizzati in canzoni dopo essere stati deformati da opprimenti effetti digitali. Sorte che tocca anche a suoni naturali, come il ricorrente verso di elefante, utilizzato per somigliare a un feedback di chitarra o a un sax lancinante.
Nella “Pt. 1” si viene risucchiati in un pozzo nero di chitarre ronzanti, infestato di voci che cercano di levitare fino all’impossibile salvezza. Nella “Pt. 2”, ben più robusta e assordante, il lavoro fatto con quelli che sembrano campioni di batteria e percussioni è effettivamente disumano; mentre nella “Pt. 3” gli spunti acustici deviano lentamente verso un crescendo melodrammatico.

Leggermente più brevi delle tre sezioni precedenti, le ultime due sono le più abrasive e laceranti, mentre la guida infuocata delle chitarre (?) ricorda le scie rugginose dei Rodan.
“Seeking Darkness” è un lavoro folle e certosino, giustamente tenuto alla larga dalla ragione sociale Parannoul. Facendo altrimenti, si sarebbe indotto negli ascoltatori il pensiero di una rinnegazione. Eppure, dopo venirne rapiti, non si potrà che pensare a quanto siano ancora sconosciute, innumerevoli e imponderabili le possibilità di Parannoul.

04/12/2025




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