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Netflix compra Warner Bros. Discovery: nasce un super colosso destinato a cambiare Hollywood

È ufficiale: Netflix acquisirà Warner Bros. Discovery. Una mossa che non solo ridisegna il panorama dello streaming, ma certifica la corsa del colosso verso un ruolo sempre più dominante nell’intrattenimento globale. L’accordo arriva al termine di una competizione serrata in cui Netflix è riuscita a superare offerte altrettanto aggressive: da un lato Paramount Skydance – la nuova entità nata dall’acquisizione di Paramount Global da parte di Skydance – e dall’altro Comcast, il gruppo che controlla Universal e, in Italia, anche Sky. Una vittoria che pesa, e molto.

Il gigante guidato da Ted Sarandos si assicura così uno dei cataloghi più ricchi e riconoscibili al mondo: dall’universo Harry Potter alle trilogie de Il Signore degli Anelli, passando per la DC e l’intero ecosistema HBO. Un patrimonio culturale che, nelle mani di Netflix, potrebbe trovare nuova vita o rischiare, temono alcuni osservatori, di essere risucchiato in una logica di produzione sempre più standardizzata.

Prima ancora che il mercato potesse reagire, sono arrivati anche i dettagli economici dell’accordo: l’operazione avrà un valore complessivo di 82,7 miliardi di dollari, con un patrimonio netto stimato in 72 miliardi. La chiusura è prevista entro i prossimi 12-18 mesi, mentre lo scorporo della divisione Discovery Global dovrebbe completarsi nel terzo trimestre del 2026. A sottolineare l’ambizione dell’operazione è stato lo stesso co‑CEO di Netflix Ted Sarandos, che ha dichiarato: «La nostra missione è quella di intrattenere il mondo. Combinando l’incredibile catalogo di serie e film di Warner Bros. – dai classici senza tempo come Casablanca e Quarto potere ai cult moderni come Harry Potter e Friends – ai nostri titoli che impattano la cultura come Stranger Things, KPop Demon Hunters e Squid Game faremo ancora meglio».

L’accordo dà vita a un colosso cinematografico-televisivo capace di influenzare equilibri industriali ben oltre i confini di Hollywood. Ed è proprio questa portata globale a generare un’ondata di timori. Un gruppo di produttori e filmmaker, rimasti anonimi «non per codardia», come hanno precisato, ma per paura di ritorsioni, ha inviato al Congresso americano una lettera in cui si esprime preoccupazione per il futuro delle sale cinematografiche. Il timore principale: che Netflix riduca drasticamente la permanenza in sala dei film Warner, limitandola a poche settimane prima del passaggio diretto allo streaming.

Le stesse inquietudini sono state sollevate dal Directors Guild of America, il sindacato dei registi, e da Cinema United, l’associazione degli esercenti. Tutti temono un indebolimento strutturale dell’esperienza cinematografica tradizionale, già messa a dura prova negli ultimi anni.

Netflix ha cercato di rassicurare gli addetti ai lavori annunciando l’intenzione di «mantenere le operazioni correnti di Warner Bros. e di lavorare sui suoi punti di forza», compresa la distribuzione in sala dei film, che la major ha già pianificato fino al 2029. Per ora, inoltre, la piattaforma HBO Max dovrebbe rimanere un servizio autonomo, anche se è probabile che molti contenuti originali HBO e Max approdino progressivamente nel catalogo Netflix.


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