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Settimana per la riduzione dei rifiuti: più di una tonnellata di materiale raccolto a Campobasso | isNews

Dalle scuole ai laboratori cittadini, dagli orti urbani alle associazioni: nove giorni di partecipazione diffusa che hanno trasformato la sostenibilità in un gesto quotidiano


CAMPOBASSO. Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, oltre una tonnellata di materiale di Micro-Raee raccolto. Un quantitativo sorprendente se si considera che si tratta di oggetti minuscoli, dispersi nei cassetti, dimenticati nei ripiani di casa, spesso percepiti come rifiuti marginali.

Per nove giorni, fino al 30 novembre, la città ha intrecciato scuole, famiglie, associazioni, spazi culturali e luoghi della quotidianità in un’unica trama, trasformando il tema dei rifiuti in un’esperienza collettiva, concreta e riconoscibile.

Il motore più potente di questa edizione sono state le scuole. Gli istituti comprensivi ‘Jovine’, ‘D’Ovidio’, ‘Petrone’, ‘Montini’ e ‘Colozza’ hanno vissuto la Serr non come un evento da osservare, ma come un percorso da abitare. La presenza quotidiana dell’ecoisola itinerante nei cortili ha trasformato l’arrivo degli studenti in un rito spontaneo: bambini con sacchetti pieni di caricabatterie, genitori con piccoli elettrodomestici dimenticati, insegnanti che hanno usato ogni consegna come un’occasione di discussione e conoscenza. È lì, in quei gesti ripetuti e convinti, che è nata la quantità finale: una massa di rifiuti tecnologici minuscoli, ma sufficientemente grande da superare la soglia simbolica dei mille chili. Un dato che parla di educazione, di fiducia e di una collaborazione familiare che raramente si vede così chiaramente.

Attorno al lavoro delle scuole si è mosso un ecosistema di iniziative che ha ampliato la portata della settimana. Nell’Orto Urbano di via Campania, l’inaugurazione della nuova compostiera, sostenuta dal Comune e affidata ad ActionAid, ha riportato l’attenzione sulla terra e sul tempo lento del riciclo naturale, fornendo un contrappunto ideale alla dimensione tecnologica dei Raee. Alla Libreria Risguardi, i bambini hanno costruito con la carta e imparato, quasi senza accorgersene, a dare una seconda vita ai materiali, facendo parlare le mani prima delle parole, mentre presso la sede di ‘Progetto 136’ un laboratorio di educazione alla sostenibilità e sperimentazione scientifica ha aiutato bambini e genitori a comprendere in modo semplice e pratico l’importanza dei materiali che costituiscono i Raee. 

Importante anche il contributo di ‘Rigiocattolo’, con il laboratorio ‘Smonting’, il gesto del ‘disfare’ un oggetto si è trasformato in un modo per comprenderlo, per vedere cosa contiene e da cosa può rinascere, mentre la stessa associazione ha portato al Centro Comunale di Raccolta quasi un quintale e mezzo di pile esauste accumulate nel tempo, una quantità che colpisce perché racconta l’ingombro invisibile delle abitudini.

Nei giorni della Serr anche il confronto pubblico ha trovato spazio: all’Istituto ‘Marconi-Pilla’ studenti, docenti e cittadini hanno riflettuto su sprechi, comportamenti e possibilità di cambiamento, mentre nel circolo Auser di Campobasso l’incontro con suor Margherita Buzzi, dedicato agli stili di vita sostenibili, ha riportato il tema alla dimensione quotidiana, quella fatta di scelte apparentemente modeste che, moltiplicate, diventano orientamento collettivo.

Guardando oggi l’insieme delle attività, è evidente che nessun ambito è stato isolato: ogni luogo della città ha offerto qualcosa, e ogni contributo ha reso più solido il risultato finale. È la somma di questa pluralità che ha reso possibile un traguardo così importante: una settimana che non si è limitata a sensibilizzare, ma che ha effettivamente spostato qualcosa dentro le case, nei cassetti, negli armadi, nella testa delle persone.

Il Comune di Campobasso e Sea Servizi e Ambiente SpA ringraziano tutte le realtà coinvolte per aver dato forma a un percorso che, più che un calendario di eventi, è stato un esercizio collettivo di responsabilità. La Serr 2025 lascia alla città una consapevolezza precisa: quando comunità, scuole, cultura e associazioni si muovono nella stessa direzione, la sostenibilità non è più un obiettivo astratto, ma un gesto condiviso che diventa abitudine. È ciò che resta, dopo la settimana e oltre i numeri.


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