Trentino Alto Adige/Suedtirol

E se la chiamassimo “Piazza Vittime di Femminicidio”?

Questa piazza è ormai decisamente nota ai bolzanini. Sicuramente si può definire una delle novità urbanistiche più significative dell’anno perché si è creato uno spazio pubblico che, prima, semplicemente non esisteva. E che, forse anche un po’ a sorpresa, pare già essere piuttosto amato da chi ci passa e la vive. Controprova attesa per primavera ed estate quando si capirà quanto catalizzerà la presenza di persone ma i segnali lasciano intendere che si tratterà di una piazzetta viva.

Che beffa per le desolate piazze Matteotti e piazza Tribunale, per dirne due.

Al netto di questo, però, questo spazio si chiama semplicemente “Piazza Alto Adige”. Ovviamente non è dedicata al giornale (il mondo Athesia ha già via Toni Ebner) ma è la naturale trasposizione, per osmosi, del trovarsi in via Alto Adige. Talmente banale da pensare (sperare?) che sia solo una denominazione temporanea. 

Vero che la campagna elettorale ci ha ampiamente dimostrato come la creatività non sia esattamente il pezzo forte delle forze politiche presenti nella nostra amministrazione cittadina (dalla maggioranza all’opposizione) ma forse si può fare qualcosa meglio di “piazza Alto Adige”. 

Trovare un nome più significativo, ecco. 

Noi la buttiamo lì: e se la chiamassimo “Piazza Vittime di Femminicidio”?

Troppo forte? Beh sì, l’idea è quella. 

E sì, lo sappiamo che negli uffici comunali ci sono plichi così di proposte odonomastiche. Francamente ubi maior….

Ci riempiamo la bocca di come la violenza sia da combattere ogni singolo giorno: bene, una piazza che stia lì a ricordarlo esattamente ogni giorno ci pare la risposta più azzeccata (anche se, purtroppo, chiaramente non risolutiva). 

E, fino a prova contraria, una piazza è qualcosa di più grande di una panchina….

✍️ Alan Conti 







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