Ex Merloni, Bacci: «Ristrutturazione da gennaio. Partiremo con 40 assunzioni»

di Chiara Fabrizi
«Il nostro progetto è realizzare all’ex Merloni di Nocera Umbra un polo logistico produttivo di ultima generazione, dove integreremo le produzioni di Plastmeccanica». Così Massimo Bacci, ex sindaco di Jesi e presidente del Consiglio di amministrazione di Plastmeccanica, l’azienda di Castelbellino (Ancona) che ha acquistato all’asta per poco più di 5 milioni di euro l’opificio di Nocera Umbra, che si estende su un’area di circa 92 mila metri quadrati.
Martedì sera Bacci a Umbria24 ha spiegato che «da gennaio inizierà la ristrutturazione completa del sito aziendale della ex Merloni, che non venendo utilizzato da qualche anno ha bisogno di interventi». Con tutte le cautele del caso, il presidente del Cda di Plastmeccanica spa, che ha chiuso il bilancio del 2024 con un fatturato di 54 milioni di euro e nella sede di Castelbellino occupa circa 150 dipendenti, ha affermato che il programma di investimento in Umbria «vale diverse decine di milioni di euro» e «l’idea è di diventare operativi in tempi abbastanza stretti, che possiamo quantificare in circa un anno e mezzo».
Bacci non si vuole sbilanciare sulla ricaduta occupazionale dell’investimento nel sito ex Merloni acquistato da Plastmeccanica, azienda attiva «da oltre 20 anni nel settore dello stampaggio di materie plastiche», della «produzione di articoli per la casa e di complementi d’arredo, che commercializza con i propri marchi», e della «produzione conto terzi di accessori per i mercati dell’automobile e dell’elettrodomestico», come si legge nella homepage del sito web aziendale. Tuttavia, spronato a fornire un’indicazione di massima sull’organico del nuovo anno zero della ex Merloni di Nocera Umbra afferma: «Per partire serviranno circa 40 dipendenti, ma gli sviluppi dipenderanno senza dubbio dai tempi di crescita del sito stesso».
Prima di tutto, dunque, c’è da far partire i lavori di ristrutturazione dello stabilimento industriale, che nella storia più recente è stata di Indelfab. Sul fronte sindacale a parlare è Simone Liti, segretario generale della Fim-Cisl: «Si tratta sicuramente di una buona notizia, soprattutto perché l’investimento interessa un territorio già inserito nell’area di crisi industriale complessa e ora ricompreso nella Zona economica speciale di Umbria e Marche, che potrà rappresentare un’occasione per chi ha compiuto l’investimento». Liti, poi, ha anche annunciato la «speranza di poter mettere a terra prima di Natale il riparto del fallimento Indelfab in favore dei lavoratori, che in qualità di creditori devono ancora percepire il trattamento di fine rapporto e altre spettanze».
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