Trentino Alto Adige/Suedtirol

Eredita un vecchio rudere e perde la casa Ipes a 77 anni – Bolzano



BOLZANO. Eredita un immobile in provincia di Trento e perde il diritto alla casa Ipes in cui vive da 77 anni. Sfortuna: è la parola che viene in mente ascoltando la storia di R. M., l’uomo di Bolzano, nato e vissuto nella casa Ipes in piazza Matteotti e che contava di non dover mai lasciare, ma che, a febbraio, dovrà restituire all’ente.

Per alcuni, ereditare un bene è un piccolo ristoro materiale per la perdita del caro venuto a mancare, ma questo certamente non vale per il 77enne che, alla morte del cognato l’anno scorso, si è scoperto essere suo unico erede e quindi proprietario di un appartamento del valore di circa 45mila euro a Cembra Lisignago.

Non appena la proprietà è comparsa sul suo modello 730, l’Ipes gli ha richiesto indietro l’alloggio di piazza Matteotti.«Sono nato in quell’alloggio che venne assegnato a mio padre finanziere tre anni prima che nascessi – racconta l’ex operaio pensionato -. Quando sono venuti a mancare i miei genitori, sono subentrato io e mia moglie».

Otto anni fa il 77enne è rimasto vedovo e l’anno scorso ha perso anche il cognato, che non aveva figli. «Ho scoperto così di aver ereditato una casa a Cembra Lisignago che non ho chiesto né voluto, ma l’ho avuta e l’ho dovuta denunciare nella dichiarazione dei redditi».

Ciò è bastato ad attivare le verifiche dell’Ipes e a far cadere il diritto all’alloggio di piazza Matteotti. Questo anche perché l’immobile ereditato rientra nei 40 chilometri di distanza dal confine della provincia altoatesina, una distanza che, secondo il regolamento entrato in vigore nel 2023, può essere percorsa anche in giornata nel caso in cui servisse arrivare a Bolzano.

«Ma io vivo qua da sempre. A 77 anni, malato e con varie patologie, come faccio a rifarmi una vita altrove?». Infatti, la prima raccomandata inviata dall’ente l’ha ricevuta a fine settembre, appena dimesso dall’ospedale San Maurizio, in cui è stato ricoverato per gravi patologie. Una casa che ha messo subito in vendita, ricevendo una proposta di acquisto di 45mila euro.

Ovviamente questo non è servito a far cambiare idea all’Ipes: «Un dipendente dell’ente al quale mi sono rivolto mi ha detto che avendo a disposizione una casa non ho più diritto all’alloggio e che con i soldi della vendita potrei trovarmi una sistemazione a Bolzano».

Sembra vero, ma non è così: «Perché con i soldi che ricaverò da quella vendita, cosa potrò mai comprare o affittare a Bolzano con i prezzi delle case alle stelle? Ho provato a informarmi sui prezzi degli affitti nella zona in cui abito, ma sono proibitivi. Mi hanno chiesto 900 euro al mese senza il garage, il triplo rispetto a quello che pago adesso e che ho sempre pagato, mai un mese in ritardo, e non ho mai creato problemi all’ente né al condominio. Non posso vivere con questa mannaia che mi pende sulla testa».

Una situazione sfortunata, ammette il direttore Ipes Wilhelm Palfrader, «ma dura lex, sed lex e non ci si può fare nulla». A febbraio, quindi, a meno di ripensamenti dell’ente, l’uomo dovrà rimodulare la sua vita a 77 anni.




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