Morto Nicola Pietrangeli, icona del tennis. Quando sfidò ad Ancona il numero 1 Ashe e i leggendari tornei sul campo del Ponterosso a Senigallia
Nicola Pietrangeli è stato un tennista superbo e il numero uno dei viveur. Ha scritto la storia delle racchette, prima come giocatore e poi come capitano della Nazionale, e fatto scrivere pagine su pagine, per 70 anni, ai rotocalchi rosa. Una volta disse: «Quando morirò fatemi il funerale nel centrale del Foro Italico. Volete mettere il parcheggio…». Per dire. La sua vita si è spesso intrecciata con le Marche. E ovviamente non è mai stata banale.
Ancona e Senigallia
Due episodi, in particolare, sono stati più volte raccontati dal tennista nato a Tunisi l’11 settembre del 1933 e morto oggi a Roma. Primavera del 1969, non un anno qualsiasi: l’uomo sbarca sulla Luna, c’è l’invasione della Cecoslovacchia e la guerra in Vietnam, è la stagione di Aquarius, degli hippie e Woodstock, negli Usa Jimy Hendrix infiamme (letteralmente) le chitarre e in Italia, ferita dalla strage di piazza Fontana, si canta Zingara di Iva Zanicchi. Nicola Pietrangeli, 36enne, è ancora lontano dal ritiro. Ad Ancona, nei campi di Viale della Vittoria, allora va in onda una sfida-esibizione spettacolare, la prima in assoluto, merito dell’intuito e organizzazione dell’avvocato Michele Brunetti, tra lo stesso Pietrangeli e il numero uno al mondo Arthur Ashe, 26 anni, primo afroamericano a giocare la Coppa Davis per gli Usa, poi sempre in prima linea per le cause civili e umanitarie.
Un evento. Vinse l’americano in 5 set: 6-2 3-6 8-6 4-6 6-2. Beffardo il destino: Pietrangeli continuò a giocare fino a 44 anni, Ashe appese la racchetta al chiodo nel 1980 morendo nel 1993, ad appena 50 anni, di Aids dopo essere stato infettato da una trasfusione di sangue.

Lunghissima la carriera di Pietrangeli: primatista di Coppa Davis (164 presenze e una vittoria da capitano nel 1976 con Panatta in campo), ha trionfato due volte al Roland Garros, nel 1959 e 1960, salendo (nell’allora classifica dei migliori) fino al numero 3 del mondo. Ha anche vinto due volte agli Internazionali d’Italia e messo in bacheca, complessivamente, 48 titoli. E’ oggi l’unico tennista italiano inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale.
Il Trofeo d’Argento
Pietrangeli, in occasione dei suoi 90 anni, ha ricordato anche il torneo di Senigallia sui campi del Ponterosso con il suo Trofeo d’Argento, vero happening che andava al di là dello sport e sconfinava fino ai locali del lungomare e sulla spiaggia di Velluto. Raccontò di quella volta che incontrò il tennista rumeno Ion Tiriac. «Era poverissimo e così organizzai un giro di scommesse – raccontò Pietrangeli, vincitore del torneo nel 1965 – Il mio amico rumeno mangerà un bicchiere. Tiriac in realtà non li mangiava ma li spezzava a morsi. A quel punto io gridavo: Ion ha vinto la scommessa. Oggi è il secondo uomo più ricco della Romania (è stato il primo rumeno a entrare nella lista dei miliardari stilata da Forbes nel 2007, ndr)».




