«Unica azienda con i conti in rosso e criticità nella gestione»

Francesco Baldelli, unico assessore regionale riconfermato in giunta per il secondo mandato e con il fardello del Trasporto pubblico locale oltre a quello delle Infrastrutture.
Il Tpl è più croce che delizia per le Marche: qual è la sfida più urgente da affrontare?
«Bisogna creare maggiore sinergia tra le esigenze sociali – a cui un servizio pubblico deve rispondere – e la sostenibilità economica del sistema. Trasporto e Sanità sono materie che impattano profondamente nella vita delle persone: se si inceppa il sistema, a pagarne le conseguenze rischiano di essere soprattutto i pendolari, gli studenti e gli anziani».
Le Marche vivono un problema atavico: da decenni sono fanalino di coda in Italia per il riparto delle risorse statali al Tpl. Come se ne esce?
«In questi giorni ho posto la questione sui tavoli nazionali, consapevole che ogni euro che chiediamo in più per le Marche è un euro che potrebbe essere sottratto ad altre regioni. La sfida sembra impossibile, ma noi ci proviamo».
Visto il gap tra le Marche e le altre Regioni, una mano tesa ce la meritiamo.
«Dal Fondo Nazionale Trasporti le Marche ricevono risorse che, guardando al pro-capite, sono pari a 71 euro ad abitante contro una media nazionale di 105 euro. Abbiano a disposizione mediamente il 48% in meno rispetto agli altri cittadini italiani. Poi ci sono regioni che ricevono contributi pro-capite pari a 140 euro, il doppio di quanto arriva nella nostra regione».
Appunto: come pensate di sanare questa situazione?
«I primi passi che abbiamo compiuto in queste settimane hanno riaperto il confronto nazionale sul tema».
Il problema più spinoso del Tpl marchigiano ha un nome: Conerobus. Cosa state facendo per risolvere il nodo dei conti in rosso?
«Vogliamo intraprendere un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali e tutti gli altri stakeholders per riflettere, non solo sulla questione Conerobus, ma anche sull’intero sistema del Tpl marchigiano».
Tradotto?
«Comprendere, una volta per tutte, i motivi per cui, pur nelle difficoltà, in 4 Consorzi su 5 ci sono condizioni sostanzialmente di equilibrio economico e finanziario, mentre in uno c’è una situazione di criticità – quella di Conerobus – che mette a rischio il trasporto dell’intero bacino provinciale».
Soluzione?
«Deve essere attuato un cambio di passo, bisogna uscire dalla logica degli interventi una tantum: invece di lanciare una ciambella di salvataggio è meglio insegnare a nuotare. I miei complimenti a quei management che ad oggi con le risorse disponibili hanno garantito con equilibrio i servizi».
Ci gira intorno, ma è una bacchettata al management di Conerobus: cambio di passo significa cambio al vertice?
«Non spetta alla Regione decidere, ma le criticità di Conerobus sono evidenti».
Il Pd propone uno stanziamento annuale, dal bilancio regionale, di 9 milioni per il Tpl: la vostra ricetta invece qual è?
«Sto già studiando insieme al presidente Acquaroli misure strutturali di adeguamento dei corrispettivi per il servizio di trasporto nelle Marche. La questione deve riguardare il trasporto regionale nel suo complesso. Ci siamo dati degli obiettivi sfidanti: il censimento dei bisogni di spostamento dei marchigiani cambiati nel corso del tempo, e l’innovazione (ad esempio, la bigliettazione elettronica)».




