Calabria

Catanzaro, finestra sull’orrore: «Ci dissero che era morta»

«La cerchiamo da trent’anni». Spunta un nuovo caso di presunto traffico di neonati che sarebbe avvenuto sull’asse Crotone-Catanzaro a cavallo tra gli anni Sessanta e anni Settanta. A raccontarlo è Ricciotti Scuteri di Isola Capo Rizzuto. L’uomo ha reso nota la storia di sua sorella Maria, nata con la gemella Agata il 12 aprile 1972 all’ospedale vecchio di Crotone. La piccola venne subito trasferita nel capoluogo di regione dove c’erano le incubatrici, per poi essere dichiarata morta a pochi giorni di distanza dalla sua nascita.
«Prima ci dissero che Maria e Agata stavano bene – spiega Ricciotti – ma dopo una settimana circa il dottore di turno riferì che Maria era morta. Ma non vedemmo mai il suo corpo, perché ci dissero che avrebbe fatto tutto l’ospedale».
Una ricostruzione molto simile alle tante storie che stanno venendo fuori di bimbi nati vivi e dichiarati morti. E forse venduti. «Presentammo una denuncia ai carabinieri contro ignoti ma non si è saputo mai più nulla», aggiunge Ricciotti Scuteri. Che da allora cerca in lungo e in largo Maria portando con sé una foto di lei perché crede che sia sparita e non deceduta.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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