Marche

«Oggi l’assessore al Commercio sono io»

PESARO La Pec di dimissioni a firma Frenquellucci è arrivata in ufficio a Piazza del Popolo, ma il sindaco Biancani temporeggia. D’altronde, c’è un Natale da portare a casa proprio nella piazza su cui affacciano gli uffici del Comune, e per ora la priorità è quella: mostrare a tutti che, assessora alle Attività produttive o meno, l’Amministrazione porta avanti il suo lavoro per imbellettare e vivacizzare la città nel periodo delle feste. Poco male se a curare tutto quello che ieri il sindaco ha mostrato con un sorriso a 32 anni alla folla festeggiante è stata opera della convitata di pietra pentastellata. «Oggi sono io l’assessore alle Attività produttive» ha scherzato dopo aver sceso i gradini del palco della Biosfera.

La tattica

Prendersi del tempo è cruciale quando proprio non si riesce a digerire. Sia che si tratti di un pranzo poco salutare sia delle dimissioni inaspettate. Fondamentale poi è non star fermo, seduto alla propria scrivania a rimuginare. Occorre muoversi per dimostrare che tutti gli ingranaggi funzionano. Ad appena un anno e mezzo dall’inizio dei lavori, la macchina amministrativa non può già mostrare segni di un cedimento strutturale. Per questo weekend la strategia è continuare come se nulla fosse, da lunedì ci si rimboccherà le maniche. D’altronde, le voci che circolavano sotto lo spettacolo di luci son sempre le stesse: «Comunque ha sempre fatto bene il suo lavoro».

La piazza piena di ieri certifica quantomeno il successo dell’evento per l’accensione dell’albero organizzato proprio da Frenquellucci. «Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per rendere possibile questa accensione: dagli uffici del Comune, alla prefetta, ai consiglieri di maggioranza e di opposizione, fino alla Giunta».

Le urla del sindaco e la goccia cinese

Il nome non esce fuori dalla bocca del sindaco nemmeno al momento dei ringraziamenti. «Certo è stato un grande dispiacere non esserci ieri» confessa l’ex assessora Frenquellucci «so però che è piaciuto a tutti». Un piccolo pegno da pagare per poter tirare il fiato dopo una settimana da incubo, tra polemiche, repliche e grida. «Quando il sindaco mi ha urlato martedì mattina, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».

A indisporre Biancani, la chat privata tra il consigliere M5s Lugli e un membro dei Verdi contro il piano dei rifiuti. «Non era la prima volta che Lugli criticava l’operato della maggioranza, mettendomi in difficoltà – spiega Frenquellucci – ma dopo che sono stata costretta ad accettare un aumento dei canoni per i commercianti del 17%, su cui non volevo la mia firma, e dopo una variazione di bilancio approvata troppo a ridosso delle festività, che ha portato alla polemica della statua di Pavarotti, era tutto troppo per me».

A convincerla a lasciare, è stata la paura del futuro: «Mi sono detta, quando sarebbe accaduto di nuovo di dovermi giustificare per l’operato di un consigliere? Mi sentivo accerchiata da questi “giochetti”. Non potevo continuare a lavorare così». Un bullone impazzito in solitaria, che non intacca gli altri ingranaggi: «La Giunta Biancani è salda, non ci sarà nessun terremoto».




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