Campofilone, via al commissariamento del Comune
CAMPOFILONE Sfiduciato il sindaco di Campofilone, cade il Consiglio comunale: si va verso il commissariamento. Il colpo di scena è arrivato dopo l’assise di ieri mattina. La crisi è stata innescata in aula da 5 consiglieri di maggioranza (a cui poi si è aggiunto il sesto) che hanno annunciato le dimissioni, denunciando l’atteggiamento di chiusura del primo cittadino Giovanni Lattanzi.
Dal notaio
I tre consiglieri di minoranza si sono poi accodati e nel pomeriggio 9 consiglieri su 10 dell’assise sono andati dal notaio per mettere nero su bianco le dimissioni. Entro 10 giorni la convocazione del consiglio per la presa d’atto della mancanza di una maggioranza per governare. A seguire la palla passerà al prefetto, che dovrà nominare il commissario prefettizio che guiderà il Comune fino alle prossime elezioni. Caso analogo a quanto successo a San Benedetto nelle scorse settimane.
Tutto è iniziato appunto da 5 consiglieri di maggioranza che in aula, dopo aver approvato il bilancio, hanno letto una nota al vetriolo contro il sindaco, accusato di essere un accentratore delle decisioni e di disattendere il volere della maggioranza. Poche ore dopo la tappa dal notaio con 6 consiglieri di maggioranza (il vice Mirco Poggi, l’assessora Eliana Marilungo, i consiglieri Sara Agostini, Desiree Torquati, Matteo Malavolta, Giuseppe Castelli) e 3 della minoranza (il candidato sindaco non eletto Stefano Saporiti, Alessandro Silla, Paola Pinci) che hanno ufficializzato le dimissioni, facendo cadere l’amministrazione. Una doccia fredda per il primo cittadino, che parlato di «divergenze di visione nelll’amministrare».
I temi andrebbero dalle scuole alla progettualità futura, alla spiaggia al piano regolatore intercomunale ma anche il personale e la gestione della macchina comunale. Ma l’accusa principale, rivolta a Feliziani dai suoi, sarebbe quella di essere «accentratore». Lui ha minimizzato sui dissapori interni «c’è stata qualche normale discussione ma nulla che lasciasse presagire questo».
La doccia fredda
«Non mi sono mai sottratto -ha aggiunto Feliziani- ho sempre governato compatibilmente a quanto indica la pubblica amministrazione perseguendo atti non discutibili dalla Corte dei conti». Il sindaco ha poi chiarito il futuro: «Chiaramente il progetto si è spezzato. Per me chi deve decidere è la gente. Nel frattempo mi riposerò dopo aver dato anima e corpo al comune e parlerò meglio con le persone per valutare se vale di nuovo la pena rimettersi in campo per proseguire quanto già impostato. Non ci sarà nessun tentativo di ricucire. Quello che si è rotto si è rotto».




