Friuli Venezia Giulia

Sede della Lega imbrattata a Udine: «Atto vile»

E’ stata imbrattata nella notte la sede regionale della Lega a Udine, inaugurata lo scorso settembre dal leader di partito, nonché vicepremier, Matteo Salvini. Su una delle finestre dell’immobile di via Aquileia è comparsa una scritta offensiva vergata di rosso. Il gesto ha scatenato una pioggia di reazioni politiche. Ferma la condanna dei dirigenti della Lega.  Il segretario regionale Dreosto parla di «atto intollerabile» e assicura che «insulti e vandalismi non fermeranno la Lega». Linea ribadita anche dai deputati Pizzimenti e Panizzut: «Non ci lasceremo intimidire».

Durissima l’europarlamentare Anna Maria Cisint, che denuncia «l’ennesimo attacco antidemocratico» attribuendolo a «fascisti rossi» e affermando che il Carroccio continuerà a difendere «radici e valori» del territorio.

La segretaria cittadina Giulia Agostinelli sottolinea che non si tratta solo di vandalismo: «È un’aggressione al principio stesso di democrazia». E avverte: «Non arretreremo di un millimetro».

Solidarietà alla Lega è stata espressa anche dal sindaco Alberto Felice De Toni, che condanna «con fermezza» l’episodio: «Indipendentemente dalle idee politiche, le sedi dei partiti vanno rispettate. Ogni gesto di vandalismo è un attacco al confronto democratico». Le indagini sull’accaduto sono in corso.

L’imbrattamento è stato stigmatizzato e condannato da tutto l’arco politico, dai colleghi del centrodestra al Movimento 5 Stelle, dal segretario del Pd di Udine Rudi Buset ai consiglieri regionali Furio Honsell e Massimo Moretuzzo.


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