Sanità tra conflitti ‘non eliminati’ e innovazione: focus al Forum di Arezzo | isNews
Tra i relatori il direttore generale dell’Asrem Di Santo
AREZZO. Il ruolo del management e la buona sanità: anche di questo si è discusso al 20° Forum Risk Management in Sanità che si è chiuso ieri ad Arezzo. Proprio in occasione dell’appuntamento dedicato alla ‘Autonomia e Trasparenza della Governance delle Aziende Sanitarie’ non è mancato un focus sulla tematica, con particolare riguardo al Decreto 39/2013 e ai ‘conflitti non eliminati’. A parlarne è stato il Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone. Una lectio magistralis oggetto di riflessioni e di considerazioni da parte degli altri relatori, compreso il Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo.
Cantone ha analizzato l’efficacia del Decreto Legislativo n. 39 in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi nelle pubbliche amministrazioni. Pur riconoscendo un passo in avanti, il Procuratore ha sottolineato come la normativa non abbia completamente eliminato il problema dei conflitti di interesse, ma abbia reso più difficili quelli “evidenti”.
“Il decreto n. 39/2013 ha rappresentato un passo avanti – ha rimarcato – Viene tendenzialmente rispettato e rende sicuramente più difficili i conflitti evidenti, ma questo non ha significato l’eliminazione dei conflitti di interesse.”
Il punto focale della riflessione di Cantone è stato il legame indissolubile tra sanità come diritto e la gestione di questo bene collettivo.
“Io credo che la sanità sia un diritto di tutti noi, nessuno di noi può fare a meno della sanità. Si può fare a meno di tutto tranne che della sanità e la gestione di questo valore, di questo bene collettivo, che viene portato avanti da persone che non abbiano interessi privati e personali, rappresenta la più grande garanzia per noi.”
Cantone ha evidenziato come il pregiudizio culturale radicato nella storia politica italiana abbia, in passato, ostacolato una discussione serena e l’adozione di una vera normativa sul conflitto di interessi, rendendo difficile affrontare il tema in modo oggettivo.
Tuttavia esiste una buona sanità, spesso non raccontata dai media, che si basa sul lavoro quotidiano di professionisti e manager. Fondamentale, quindi, il ruolo dei direttori generali e di distretto, che lavorano per rendere il servizio sanitario più vicino e fruibile ai cittadini.
“I direttori generali – ha aggiunto il vertice dell’ASReM, Di Santo – di fatto non sono ‘meri gestori amministrativi’, come lo stesso Cantone ha rimarcato, ma motori di innovazione, responsabilità e visione di sistema. La nostra presenza qui, a questo Forum, ed il confronto a tavoli di tale rilevanza, rafforza proprio l’importanza delle esperienze regionali nel panorama nazionale per la riforma e il miglioramento del sistema sanitario tutto. La nostra sfida resta quella di assicurare una sanità equa, sicura e trasparente per tutti. A questo, ogni giorno, lavoriamo attraverso un lavoro di squadra. Insomma, un impegno costante, che racconta di sforzi e risultati raggiunti con sacrificio e dedizione”
Una affermazione che si collega indirettamente al discorso di Cantone in quanto l’ASReM, concentrandosi sull’attuazione del DM77 (riforma territoriale) e sulla sostenibilità, dimostra di agire con la responsabilità gestionale e la visione pubblica che il Procuratore ha richiesto ai Direttori Generali per tutelare l’interesse collettivo nella sanità.
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