San Luca, la triade commissariale: «Acquisito un bene confiscato: sarà polo culturale»
Dalla Criminalità alla Cultura: La triade commissariale di San Luca ha provveduto all’acquisizione di un bene confiscato che trasformerà in polo culturale.
SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) – La Commissione Straordinaria che guida il Comune di San Luca ha annunciato ufficialmente l’acquisizione di un bene confiscato alla criminalità organizzata per trasformarlo in un Polo della Cultura al servizio della comunità. L’immobile, situato in via Matteotti, è stato acquisito al patrimonio indisponibile del Comune in data 4 novembre 2024. L’obiettivo della commissione è chiaro: moltiplicare le occasioni di incontri e dialogo, nella consapevolezza che la cultura sia il nutrimento fondamentale per crescita, sviluppo e partecipazione democratica.
SOSTEGNO REGIONALE E NUOVO POLO CULTURALE A SAN LUCA
La decisione di destinare l’immobile alla cultura ha trovato immediato sostegno a livello regionale. La Commissione Straordinaria ha ricordato l’incontro tenuto lo scorso 11 novembre con gli assessori regionali Giovanni Calabrese e Antonio Montuoro, in quell’occasione, i rappresentanti della Regione hanno pubblicamente fornito «ampie assicurazioni di vicinanza regionale» per la realizzazione anche del polo della cultura richiesto dalla triade comunale.
LA TRIADE COMMISSARIALE E IL RUOLO FORMATIVO PER I GIOVANI
L’amministrazione commissariale, composta dal presidente prefetto in pensione Antonio Reppucci, dal viceprefetto Matilde Mulè e dal dirigente di seconda fascia Rosario Fusaro, con «il supporto dell’ufficio tecnico comunale si sta adoperando per realizzare un presidio culturale con biblioteca. Anche spazi per incontri e riunioni, di cui la città -si legge nella nota stampa – ha assolutamente bisogno in proiezione futura, pensando, soprattutto, alle fasce giovanili, alla loro formazione e maturazione attraverso il sapiente e prezioso gioco di squadra famiglie, scuola, parrocchia, volontariato, istituzioni». Dunque, la Commissione ritiene che la soluzione del bene confiscato in via Matteotti «sia – scrivono- quella più celere e meno dispendiosa. Rappresentando un “segnale di speranza e di legalità” immediatamente attuabile».
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