RosGos – In This Noise
La storia della musica ci insegna che sostanzialmente ci sono due categorie di artisti: chi, trovata una strada, un modo giusto per esprimersi, continua imperterrito su quello stesso filone (specie dopo aver assaporato il successo) e chi invece ama ogni volta sperimentare, rinnovando il proprio linguaggio, inseguendo così l’umore del momento, in maniera da assecondare lo stato d’animo che lo ispira di volta in volta.
L’artista cremonese Maurizio Vaiani, titolare del progetto RosGos con cui ha già pubblicato 5 album (di cui il primo in italiano) dal 2018 ad oggi, appartiene alla categoria dei secondi, in quanto ogni capitolo della sua storia mostra dei lati diversi, sia musicalmente che concettualmente.

Da “Canzoni nella notte” in poi ha infatti attraversato vari generi musicali, passando da una forma espressiva più diretta e concreta (emersa nel rock di stampo americano di “Lost in the Desert”) a un’altra più evocativa e sfuggente, dove sono più le suggestioni e i dettagli a colpire l’ascolto che non le classiche melodie.
Una componente atmosferica che da “Circles” e ” No Place” si è sempre più delineata fino a trovare il suo massimo compimento nel recente “In This Noise” in cui RosGos accentua il lato più oscuro della sua proposta artistica, rallentando ritmi e pulsioni, al punto di suonare a tratti sin troppo cupo.
Tuttavia questa era l’esigenza nata nell’animo dell’autore, ossia trovare l’abito adatto per tradurre al meglio le sue emozioni più autentiche, al cospetto di un “qui e ora” che lascia in dote pochi argomenti per rallegrarsi e guardare al futuro con fiducia.
Dall’iniziale “Before the Day” (corredata pure da un suggestivo video in bianco e nero, opera di Andrea Liuzza, deus ex machina di Beautiful Losers, l’indie-label che ha pubblicato le recenti pubblicazioni del Nostro) a “Before the Sunset”, passando per “Regrets” e la paradigmatica “In the Dark” si viene avvolti da un senso di profondità e mestizia, dove il rumore è quello interiore, che ti muove dentro.
È tutta essenza quella fuoriuscita da queste nove convincenti canzoni, fatte di delicati arpeggi di chitarra, rintocchi di pianoforte e in piccola percentuale di batteria e percussioni mai invasive ma piuttosto funzionali a scandire il passo lento e solenne dell’intera opera.
“In This Noise” ha dato modo a Vaiani di esplorare e approfondire una vena intimista sicuramente già presente, che invero proprio in questo disco viene sublimata, con la consapevolezza di aver scritto un album magari non facile per tutti ma certamente molto stimolante per gli spiriti affini.
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