Lazio

Disintossicarsi dalla mascolinità tossica

Educare i bambini ed i ragazzi a crescere e formare una società libera dalle discriminazioni e dalla violenza di genere. Ma soprattutto educare gli adulti, in particolare i genitori, ossia quei modelli che i ragazzi ritrovano quotidianamente dentro il proprio sistema familiare e che possono contribuire a dare segnali ed impostazioni educative sbagliate.

E’ stato questo il tema al centro di quasi tutti gli interventi che si sono susseguiti nell’incontro organizzato mercoledì 26 novembre presso il centro culturale Gabriella Ferri a Portonaccio, un momento di riflessione e dialogo dal titolo “Disintossicarsi dalla mascolinità tossica” durante il quale le tantissime persone che hanno affollato la sala si sono confrontate sulla realtà che quotidianamente crea momenti di discriminazione e sulle azioni che ognuno di noi, a vario livello, può e deve mettere in campo per il contrasto alla violenza.

L’evento, organizzato dalla Commissione pari opportunità del IV Municipio, è stata presieduta dalla Presidente di commissione Sarah Pelliccia e dalle due vicepresidenti Carla Corciulo e Costanza Onofri ed ha visto la partecipazione di tutti i capigruppo del municipio, di maggioranza ed opposizione, in quella che la stessa Pelliccia ha definito come “il primo evento municipale organizzato realmente in modo bipartisan. E questa è una prassi buona politica, perché quando ci si occupa di determinate materie non si può prescindere da una collaborazione reale“.

L’idea dell’evento nasce a seguito di un’audizione della Commissione che coinvolgeva tutti i capigruppo dopo che le cronache sono state scosse dalle pagine Facebook “Mia moglie” ed il sito “Phica.eu”. La necessità di affrontare la tematica della violenza dal punto di vista maschile come attore principale dell’esercizio della violenza stessa “è diventato dirimente. Come commissione in questi anni abbiamo fatto un grande lavoro di produzione di atti, ma è arrivato il momento di incontrare la cittadinanza su questi temi, come è arrivato il momento in cui tutti i partiti politici, nessuno escluso, diventino esplicitamente strenui difensori delle donne ancora vittime di situazioni di questo tipo. Un incontro che ha visto una partecipazione davvero significativa della cittadinanza, un segno che insieme possiamo costruire nuove consapevolezze.” come dichiarato dalla Presidente Pelliccia.

Ospiti della serata Alberto Leiss dell’Associazione Maschile Plurale e Manolo Farci, Professore di Sociologia all’Università Carlo Bo di Urbino, che nelle loro introduzioni hanno portato il contenuto del lavoro che quotidianamente svolgono nell’ambito della lotta alla discriminazione violenza di genere, con ampie panoramiche dal punto di vista socio culturale di quanto la crisi della mascolinità sia diventata argomento cardine in tematiche di questo tipo.

L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire piena solidarietà da parte di tutti i presenti agli insulti sessisti rivolti recentemente alla vicepresidente Annarita Leobruni. Su questo, molto personale la testimonianza del Presidente Massimiliano Umberti, che al contrario degli “ordinari” saluti istituzionali, ha voluto manifestare la sua vicinanza alla Leobruni testimoniando il malessere personale che lui stesso ha vissuto in merito agli attacchi alla sua amica e collega di partito. “Per la prima volta ho vissuto non un malessere raccontato, ma qualcosa a una persona molto vicina che ha toccato profondamente anche me, e che mi ha fatto capire quanto effettivamente siano vili e deprecabili questo tipo di offese, rivolte ad una persona non per quello che fa ma per quello che è. E questo non è solo vergognoso, ma è proprio inaccettabile“.

Molto toccante l’intervento della Leobruni, che ha raccontato cosa significa e cosa ha significato per lei trovarsi una situazione di attacco continuo da quando è vicepresidente (come già raccontato nella nostra intervista del 20 novembre), non per le azioni che ha messo in campo in questi quattro anni ma semplicemente perché donna. La Leobruni ha voluto ricordare, in riferimento alla sua professione di insegnante nel ciclo 3-6 anni, che “è si fondamentale il messaggio educativo che si dà ai bambini, ma che se poi questi tornano a casa e trovano un modello diametralmente opposto, fatto di discriminazioni all’interno della famiglia stessa, noi abbiamo strumenti fino a un certo punto. Sono i genitori i primi a dover essere educati al rispetto e all’uguaglianza di genere, altrimenti non potranno che continuare a trasmettere un modello sbagliato ai propri figli“.

L’educazione sessuo-affettiva non è più un tema rimandabileha dichiarato ad abitarearoma.it la Presidente Pelliccia a margine dell’incontro “come ha dimostrato recentemente la Sindaca di Genova Salis, che con un atto di imperio ha preso una posizione politica forte. Anche a Roma il Comune si sta muovendo in tal senso, e proprio su questo rivendico l’azione della nostra Commissione che per prima ha presentato una mozione di questo tipo che ha portato nel nostro municipio un progetto di natura sperimentale. Così come, a Roma, siamo state le prime a sottolineare l’esigenza di un bilancio di genere e ad istituire un osservatorio delle pari opportunità. Ma non possiamo più non parlare alla cittadinanza e non coinvolgerla su un tema così centrale.

L’incontro è stato l’occasione anche per riflettere sia sulla recente approvazione della legge contro il femminicidio – secondo la quale è introdotto l’ergastolo per chi uccide una donna per motivi di odio, discriminazione, controllo, possesso, prevaricazione o in relazione al rifiuto di instaurare o mantenere una relazione affettiva – sia al tempo stesso sulla mancata approvazione della norma sul consenso – che prevederebbe che “chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni” – provvedimento saltato e sul quale c’era un accordo sugellato da una telefonata tra la Dem Elly Schlein e la Presidente Giorgia Meloni, a seguito della quale si era arrivati il 12 novembre ad un via libera unanime alla proposta di legge alla Camera. Dietrofront imputato dal centrosinistra a presunte rese dei conti, tutte interne alla maggioranza, a seguito dei risultati delle recenti elezioni regionali. Accuse respinte dalla senatrice Giulia Bongiorno, per la quale invece lo stop è arrivato perché sono stati chiesti “solo chiesto approfondimenti sul testo, come si fa per ogni legge, quella sul femminicidio inclusa. È una norma importante. Tecnicamente sono state sollevate obiezioni. Preferisco una legge fatta bene il 31 che una fatta il 25 con una lacuna“. Motivazioni che però non hanno convinto le opposizioni, secondo cui “dare il via alle audizioni significa rinviarne l’esame sine die” come ha detto Debora Serracchiani, ed anche “è un voltafaccia della maggioranza, non ci fidiamo più” secondo Maria Elena Boschi.

Anche la Presidente Pelliccia su questo tema ha voluto sottolineare con grande favore l’approvazione dell’articolo 577-bis che introduce il reato di femminicidio, come al tempo stesso ha definito “sconcertante e sconfortante che il disegno di legge inerente il tema del consenso non sia passato al Senato.”

 

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