Avances sessuali alla massaggiatrice: alla sbarra il datore di lavoro
di Enzo Beretta
Il giudice per l’udienza preliminare di Spoleto ha rinviato a giudizio un uomo di 75 anni, originario di Catanzaro, ritenuto responsabile dalla Procura dei reati di violenza sessuale, molestie o disturbo alla persona e lesioni gravi. La persona offesa nel procedimento penale è una sua dipendente che nella struttura svolgeva il ruolo di massaggiatrice. Il datore di lavoro – secondo il racconto della donna – nel 2024 l’ha «afferrata con violenza» attraverso «movimenti inaspettati e repentini», «impedendo alla donna di difendersi» e «costringendola a subire atti sessuali».
Le accuse Il pm nelle carte giudiziarie parla di «biasimevole motivo consistito nel voler appagare le proprie pulsioni erotiche nei confronti della dipendente», «molestata mediante condotte caratterizzate da intenti sessuali». Agli atti ci finiscono frasi che sarebbero state pronunciate dall’imputato: «Hai un sedere perfetto», «Hai tutto al posto giusto», «Le novizie come te, con quelle mani da fata, quando mi fanno il massaggio quasi quasi mi fanno eccitare».
Avances Stando all’accusa il calabrese ha «proposto sovente delle avances alla persona offesa (talvolta apostrofata con disprezzo in ragione del suo rifiuto alle proposte inoltratele) ma anche «tenendo condotte orientate ad ottenere sempre un contatto fisico, di natura latamente o espressamente erotica, non gradito né voluto dalla stessa».
Gli atti del pm Nel luglio 2024 – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – «con la scusa di insegnarle la tecnica di massaggio nella zona del collo, la attraeva repentinamente a sé in modo da farla aderire con i seni al proprio viso».
In cabina Qualche mese più tardi, a novembre, «mentre lei stava preparando la cabina massaggi per svolgere le proprie mansioni, entrava all’interno di quell’ambiente e, una volta afferrata con forza la donna ed averla sospinta contro un angolo della cabina, le palpava con una mano sul ventre, avvicinando il viso a quello di lei in cerca di un ulteriore contatto di natura erotica».
Lesioni L’uomo, al quale viene contestata «l’aggravante dell’abuso di relazioni di prestazioni d’opera (rapporto datore di lavoro – dipendente)» viene accusato anche del reato di lesioni: «Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso teso ad ottenere soddisfazione dei propri intenti sessuali maturati nei riguardi della sua dipendente, le cagionava lesioni personali dalle quali derivava una malattia nel corpo e nella mente consistita in ‘stato di ansia reattivo a molestie sessuali’, giudicata guaribile in sei giorni».
Il processo A giugno inizierà il processo. La persona offesa è assistita dall’avvocato Saschia Soli, l’imputato è difeso dagli avvocati Simone Maria Fazio del Foro di Civitavecchia e da Francesco Maria Falcinelli. Tra le fonti di prova indicate dal pm ci sono le «informazioni ed attività di indagine complessivamente svolta dalla polizia giudiziaria», ovviamente la «denuncia-querela sporta dalla persona offesa il 19 dicembre 2024», verbali di sommarie informazioni testimoniali e il referto del pronto soccorso datato 10 novembre 2024.
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