Danny Brown – Stardust: Rinascere da sobri, tra hyperpop e balli sfrenati :: Le Recensioni di OndaRock
Il sesto album di Danny Brown, “Stardust”, segue un’altra profonda crisi personale, questa volta dovuta all’alcolismo: dopo aver meditato il ritiro nel 2023, l’anno in cui ha pubblicato il pensoso “Quaranta”, il suo Covid album, ha vissuto un periodo di riabilitazione e solitudine. Si è invaghito dei 100 gecs e appassionato all’hyperpop, al digicore e alla scena della deconstructed-club: in poche parole, si è innamorato della musica elettronica contemporanea. Presentato come il primo album che scrive da sobrio, ed è facile crederci visto come suonava un capolavoro come “XXX” (2011), questo “Stardust è però tutt’altro che noioso o prevedibile. Liberato dagli effetti delle sostanze, Danny Brown risulta iperattivo e imprevedibile, persino (a tratti) gioioso.
La storia rocambolesca di Dusty Star: un concept-album iperattivo
Costruito come una specie di concept-album su un personaggio semi-autobiografico chiamato Dusty Star, si ricollega all’Edm esplorata già in “Old” (2013) ma suona come un nuovo, spiazzante capitolo della sua carriera multiforme.
Rinato a nuova vita, come descritto nell’iniziale e serena “Book Of Daniel”, insieme a Quadeca, è pronto a scatenarsi nei brani successivi, un assalto di elettronica iperattiva.
L’esplosiva “Starburst”, inizialmente su un beat con frenetiche melodie di synth, è spezzata in due: dopo due minuti si trasforma, raddoppia la velocità e diventa Edm alla caffeina, frenetica e imprendibile. Non è da meno “Copycats” (con Underscores), con un feeling più ballabile che non rinuncia comunque alle distorsioni. Si è sommersi dai suoni, travolti da brani che metteranno a dura prova i timpani e che potrebbero stordire i meno allenati.
Le urla laceranti e la cassa dritta gabber di “1999” (con JOHNNASCUS), il ritmo più latin di “Flowers” (con 8485), l’house festosa e frenetica di “Lift You Up” portano a “Green Light” (con Frost Children): nel ritornello paradisiaco c’è l’occasione di prendere un attimo fiato, tra le strofe affollate di parole di Danny Brown.
La più dolce “What You See”, di nuovo con Quadeca, è un balsamo fatto di pianoforte e malinconia, con una sincerità al solito unica:
Snoop Dogg said they all hoes and tricks
Was just a teenager only thinking with my dick
Got my heart broke once and haven’t recovered since
After that, I said that I would never be faithful again
Neanche il tempo di asciugare la lacrimuccia e si torna a scatenarsi: per esempio, strapazzati dalle esplosioni di build up spaziali di “Whatever The Case” (con ISSBROKIE che azzanna il microfono) e bombardati dalla dinamitarda drum’n’bass stratificata di “1l0v3myl1f3!” (con Femtanyl).
This is “The End”: il rehab di Danny Brown in 9 minuti
Nello svolgersi veloce e disorientante dell’album, un punto fermo lo troviamo in “The End”, una collaborazione multipla con Cynthoni, ta Ukrainka, Zheani, Angel Emoji, Rye Mann e Quadeca: in quasi 9 minuti, tre anime convivono all’interno della stessa composizione, un riassunto del percorso di riabilitazione dalle droghe di cui ha abusato per tutta una vita.
È possibile riconoscere un parallelismo con il brano “Goodbye” di Sewerslvt, simile nella struttura e anche in alcune scelte stilistiche; questo è avvalorato anche dal fatto che Cynthoni e Sewerslvt sono progetti che riconducono entrambi a Jvne.
La prima parte, con una sezione cantata in ucraino e un’altra in polacco, vive del contrasto tra un pianoforte sognante e un ritmo frenetico drum’n’bass. Danny Brown scrive altri versi di dolente sincerità sul proprio passato:
Lookin’ in my eyes, you see no light, was off the meds
Wait until the music only express what’s depressed
Over time, I was losin’, was so stressed, I couldn’t accept it
A junkie, alcoholic, whatever you call it, I was all that
La seconda aumenta il contrasto tra il groove supersonico, degno di Alec Empire o Venetian Snares, e synth eterei, e continua a raccontare la lotta con le dipendenze:
Destroyed my life, didn’t think twice, I was stuck in
Addiction, contradictions, wouldn’t listen, lost my vision
Blinded by that drink and both my problems, couldn’t admit it
La terza e ultima parte è una specie di rivelazione spirituale, su un tappeto paradisiaco di chitarre sognanti. Contiene una poesia recitata da Angel Emoji, che si chiude con una malinconica considerazione sulla serenità:
But God, can we enjoy something before we crest and sink into sleep—
Can we enjoy something before we crest and sink into sleep—
Can we enjoy something before we crest and sink into sleep forever?
Nudo e ferito: un album imperfetto, disordinato, commovente
“Stardust” è un album frenetico, iperattivo, spesso eccessivo, che racconta una rinascita senza dimenticare il dolore che è costata a Danny Brown. Richiede attenzione e pazienza all’ascoltatore, che deve accettare di farsi strattonare qua e là dal rapper ma anche di ascoltare le sue confessioni da uomo afflitto e devastato dalle dipendenze. È incoerente e disordinato, a tratti anche prolisso, ma, come spesso accade con Danny Brown, è anche un concentrato di sincerità disarmante, abilità nel rap, capacità di contaminare il proprio sound fino a renderlo irriconoscibile.
Pur essendo lontano dalla perfezione, è un ascolto da consigliare a chi è disposto a fare un’esperienza intensa, per i timpani e per il cuore.
Come e più che in passato, è un uomo che si presenta nudo davanti a noi, pieno di cicatrici e con un ingombrante passato sulle spalle. Quando chiude con i versi di “All4U” è facile, ancora una volta, rischiare di commuoversi:
Know some failed, I was livin’ in hell
But now it’s heaven on earth
So I spit this verse and it ain’t hard to tell
Y’all ain’t no fan, y’all made me a man
Y’all like my angels on my shoulder
Devil in the rear view, I still hear you
I’ma keep goin’ ‘til my life is overNow I do it all for you
Now I do it all for you (All for you)
Now I do it all for you
Now I do it all for you (All for you)
Now I do it all for you
Now I do it all for you (All for you)
Now I do it all for you
Now I do it all for you (All for you)
24/11/2025




