Umbria

Rinnovabili, nuovo decreto legge smonta legge umbra. De Luca scrive ai sindaci


di Chiara Fabrizi

Il nuovo decreto smonta la legge umbra sulle rinnovabili. Il provvedimento 175 appena approvato dal governo, infatti, impatta pesantemente sulla norma regionale entrata in vigore a metà ottobre.

Due le novità più critiche: da una parte le Regioni non possono più definire per legge le aree non idonee, quindi perdono uno strumento utilizzato soprattutto per porre un freno ai grandi impianti; dall’altra le stesse Regioni non possono più qualificare come idonee aree ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela del Codice dei beni culturali e del paesaggio né quelle incluse in una fascia di rispetto di tre chilometri, nel caso di impianti eolici, e di cinquecento metri, nel caso di impianti fotovoltaici. In questo quadro, l’assessore Thomas De Luca ha scritto ai 92 sindaci dell’Umbria, affermando che, alla luce di ciò che dispone il decreto per le aree idonee, «il 97 per cento del territorio regionale non può essere classificato come idoneo». In altre parole, la quasi totalità del territorio umbro non potrà beneficiare di procedure semplificate per l’installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

A Umbria24 De Luca ha sostenuto che, «per semplificare al massimo, con la legge regionale abbiamo introdotto regole stringenti per i grandi impianti e liberalizzato piccoli, mentre il nuovo decreto legge del governo va nella direzione opposta». E ancora: «Come amministrazione regionale avremmo voluto raggiungere l’obiettivo dei 1.756 Megawatt, faccio un esempio, con 1.700 impianti in capo ad altrettante imprese e con una potenza da 1 Megawatt ciascuno, per molti motivi, primo tra tutti dare una risposta alle imprese in difficoltà col caro energia e non togliere risorse al territorio, mentre ora l’obiettivo è probabile che si raggiunga con 20 impianti da 100 Megawatt»

A fronte dell’impatto del decreto legge sulla norma regionale, De Luca ha anche annunciato «l’invio ai Comuni di una circolare per invitare gli uffici a un approccio almeno in questa fase cauto, alla luce del decreto legge», che ora deve essere convertito: «Stiamo cercando di capire, anche con le altre Regioni, quale sia lo spazio di manovra sia in sede di Conferenza Stato-Regioni, che attraverso i parlamenti». In questo senso, nella lettera inviata ai sindaci l’assessore regionale all’ambiente ha «chiesto ai Comuni di far pervenire eventuali proposte, osservazioni puntuali e analisi di impatto sul decreto legge in questione». Se poi margini per correttivi non ce ne dovessero essere, De Luca si dice «pronto a impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale e pure davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea».

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