8 marzo: Paglino (Cpo Trieste), lavoro, cultura e giovani al centro delle pari opportunità VIDEO-INTERVISTA
08.03.2026 – 18.30 – Lavoro, diritti, educazione e nuove generazioni. Sono questi i temi al centro delle iniziative promosse dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Trieste in occasione della Giornata internazionale della donna. A illustrarle è la presidente della Commissione, Margherita Paglino, che sottolinea come l’8 marzo debba essere soprattutto un momento di riflessione sul ruolo delle donne nella società e sulle sfide ancora aperte sul piano culturale e professionale. Tra gli appuntamenti principali, spiega Paglino, ci sarà un convegno dedicato al lavoro e alla previdenza femminile, organizzato insieme all’INPS Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa affronterà il percorso delle donne nel mondo del lavoro, “dai primi passi nel mondo degli studi e del lavoro fino alla pensione”. “All’interno delle iniziative per la Giornata internazionale della donna – afferma – la Commissione Pari Opportunità ha deciso di proporre un convegno che punterà l’attenzione su uno dei più grandi problemi legati alla questione femminile e alle pari opportunità. Sarà un convegno sul lavoro e sulla previdenza a favore della donna”. All’incontro prenderanno parte il direttore generale dell’INPS nazionale e diversi relatori, tra cui un giuslavorista di fama nazionale e internazionale. L’obiettivo è approfondire anche gli strumenti disponibili per sostenere la presenza femminile nel mercato del lavoro. “Ci racconterà tutti gli strumenti che esistono oggi a favore delle donne per l’inserimento lavorativo o durante il percorso professionale, come i congedi parentali e di maternità”, spiega Paglino.
L’8 marzo di quest’anno coincide inoltre con una ricorrenza simbolica: gli ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia, nel 1946, quando le cittadine furono chiamate alle urne per scegliere tra monarchia e repubblica. “Il voto delle donne è fondamentale – ricorda la presidente della Commissione –. Voglio ricordare che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha coniato lo slogan ‘Ottant’anni della democrazia italiana’. È qualcosa di molto importante”. Un passaggio centrale, secondo Paglino, riguarda il rapporto con le nuove generazioni. Il lavoro sulla parità deve coinvolgere anche i giovani, evitando contrapposizioni ideologiche. “Bisogna stare attenti a come lo si fa. Intorno a queste giornate dedicate alla figura della donna spesso si fa molta retorica e molta contrapposizione ideologica. Questo non deve accadere soprattutto con le nuove generazioni”. Per la presidente della Commissione Pari Opportunità è necessario coinvolgere ragazzi e ragazze come protagonisti di un percorso comune. “Noi vogliamo coinvolgerli e farli essere parte attiva del raggiungimento delle pari opportunità. Non possiamo pensare di farlo facendoli sentire in colpa o facendoli sentire violenti in quanto maschi. Attraverso la storia, le radici e la tradizione bisogna capire dove siamo arrivati oggi e quanto ancora possiamo fare”. In questo percorso un ruolo decisivo è svolto dalla famiglia e dalla scuola. “La famiglia è alla base, forse anche più importante della scuola, perché la scuola istruisce mentre la famiglia educa”, osserva Paglino.
L’educazione, aggiunge, passa soprattutto attraverso l’esempio quotidiano. “L’educazione all’amore non si deve tanto raccontare, è soprattutto esempio: i gesti gentili, il rispetto dell’altro, il saper vedere l’altro e rispettare anche le differenze tra uomo e donna”. Nel suo intervento Paglino richiama anche l’impatto dei social media e del mondo digitale sulle nuove generazioni. “La digitalizzazione e la comunicazione online fanno ormai parte della vita di tutti, soprattutto dei giovani. Da una parte hanno velocizzato molti processi e portato un valore aggiunto, dall’altra hanno tolto qualcosa perché dietro uno schermo si perde il confronto diretto”. Secondo la presidente della Commissione Pari Opportunità, la rete ha favorito anche forme di aggressività verbale che difficilmente emergerebbero nei rapporti faccia a faccia. “Stare dietro a uno schermo ha dato il via a una serie di linguaggi e atteggiamenti aggressivi che in altri contesti probabilmente non avverrebbero”. A questo si aggiunge l’esposizione precoce dei giovani a immagini violente sui social. “Sono esposti fin da tenera età a qualsiasi tipo di immagine, anche molto violenta. Bisognerà trovare il modo di preservarli da questa brutalità che spesso nei social circola senza freni e senza filtri”. Le iniziative dell’8 marzo a Trieste comprendono anche un momento di commemorazione al Parco della Rimembranza, dedicato alle donne della Seconda guerra mondiale. “Sono ricordate donne che hanno combattuto o che sono state vittime del conflitto. Domani commemoreremo queste pietre portando dei fiori”, spiega Paglino. L’iniziativa è realizzata insieme all’associazione Parleranno le Pietre, guidata da Ignazio Vania. “L’obiettivo è dare valore al coraggio di queste donne del passato, che devono essere per noi un faro e un esempio nel presente e per il futuro”. Un impegno che, conclude Paglino, attraversa generazioni e responsabilità condivise: “Abbiamo bisogno di tutti per ottenere la piena parità: uomini, donne, giovani e meno giovani”.
[f.v.]



