7 arresti e sequestri tra i lotti popolari
Un’offensiva mirata, concentrata in 48 ore, che ridisegna la mappa dello spaccio nella periferia nord-est della Capitale.
Tra l’11 e il 12 febbraio 2026 i Falchi della Squadra Mobile hanno arrestato sette persone, smantellando una rete che operava con modalità sempre più sofisticate: prodotti differenziati, tecniche di occultamento studiate nei dettagli e una gestione quasi “commerciale” della clientela.
L’operazione ha attraversato alcuni dei quadranti più delicati di Roma — da Tor Bella Monaca a Fidene, passando per Quarticciolo e Prima Porta — documentando un’evoluzione delle piazze di spaccio verso modelli organizzativi strutturati e adattabili.
Tor Bella Monaca, il “Ferro di Cavallo” e l’offerta diversificata
Nel cuore del complesso noto come “Ferro di Cavallo”, gli investigatori hanno intercettato due coppie di pusher che operavano con ruoli ben distinti.
Una prima coppia si divideva tra i ballatoi dei palazzi e la strada: un 32enne tunisino curava la vendita di hashish, mentre un 26enne rumeno gestiva la cocaina. La sostanza era nascosta in intercapedini, tubature e fessure dei muri, pronta per essere recuperata al momento dello scambio.
Poco distante, un’altra coppia proponeva invece una vera e propria “personalizzazione” del prodotto: cocaina in polvere oppure già trasformata in crack, la cosiddetta “cotta”. Una strategia che, secondo gli investigatori, punta a intercettare fasce diverse di consumatori, fidelizzando la clientela in base alle preferenze.
Nel complesso, a Tor Bella Monaca sono state sequestrate oltre 400 dosi di cocaina.
Fidene, il deposito nascosto nel lucchetto
Il sistema più ingegnoso è emerso però a Fidene. Qui un 45enne filippino aveva ideato un micro-deposito praticamente invisibile: i cristalli di shaboo, potente metanfetamina sintetica, venivano occultati all’interno di un lucchetto metallico cavo fissato a un cancello.
La droga non veniva mai portata addosso. Il pusher apriva il lucchetto solo al momento della cessione, riducendo al minimo il rischio in caso di controllo. Un espediente che testimonia la capacità di adattamento delle reti di spaccio anche su scala apparentemente “artigianale”.
Consegne a domicilio tra Quarticciolo e Prima Porta
L’operazione si è estesa anche ad altri quartieri. Al Quarticciolo e a Prima Porta gli agenti hanno bloccato due spacciatori colti in flagrante durante scambi rapidi in strada e consegne effettuate direttamente in auto, secondo un modello di “drug delivery” ormai consolidato.
Il bilancio complessivo parla di oltre 460 involucri tra cocaina e hashish sequestrati e circa 500 euro in contanti recuperati.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.
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