5 ragioni per rivivere Parigi a 60 fotogrammi al secondo
Sono passati quasi 12 anni dal lancio di Assassin’s Creed Unity, il primo gioco della serie pensato interamente per la generazione PlayStation 4 e Xbox One. L’avventura con protagonista l’Assassino francese Arno Victor Dorian divenne realtà nel novembre 2014, pur con una partenza piuttosto problematica.
Complice i gravi problemi tecnici che lo afflissero al day one, oltre a trasmettere la sensazione di non essere riuscito a far compiere alla serie un effettivo balzo in avanti, Assassin’s Creed Unity è ancora oggi considerato uno degli episodi più controversi della serie targata Ubisoft, di quelli che divisero in due critica e pubblico. Oggi, Assassin’s Creed Unity si aggiorna per supportare i 60fps su PS5 e Xbox Series X/S e potrebbe essere questa una buona occasione per rigiocarlo… o scoprirlo per la prima volta!
Il miglior parkour della serie
Problemi tecnici e controversie a parte, Unity ha un merito da non sottovalutare: è infatti considerato l’Assassin’s Creed con il miglior parkour della serie.
In termini di immediatezza e fluidità Ubisoft raggiunse la massima espressione di queste meccaniche con il capitolo del 2014, al punto che saltare ed arrampicarsi tra gli edifici di Parigi era un autentico piacere. Una cura tale che nemmeno i successivi Assassin’s Creed sono riusciti a migliorare o riproporre lo stesso armonioso parkour visto in quest’occasione.
Il fascino della Rivoluzione Francese
Forse il setting storico non è stato sfruttato a dovere in ottica narrativa (e infatti si potrebbe considerare tra le ambientazioni più deludenti di Assassin’s Creed), ma la Parigi della Rivoluzione Francese rimane in ogni caso un’ambientazione con un fascino unico ed incredibilmente evocativo che potrebbe comunque appassionare più di un giocatore.
Girovagare per la città nel pieno dei tumulti, con il popolo che porta avanti la sua ribellione, dona a Unity un’atmosfera speciale che vale quantomeno la pena sperimentare.
Addio problemi tecnici
Se lo avevate giocato all’epoca del suo esordio sul mercato, probabilmente Unity vi ha lasciato fortemente delusi e insoddisfatti a causa delle sue numerose problematiche tecniche che in alcuni casi rischiavano addirittura di renderlo totalmente ingiocabile.
Il lancio fu effettivamente disastroso, tuttavia già nei mesi successivi Ubisoft si rimboccò le maniche per risollevare la situazione e ridare così dignità al suo prodotto, infine riuscendoci. Rigiocare oggi Unity con tutte le patch installate significa godersi al meglio l’esperienza offerta dall’opera, senza l’ombra dei gravissimi inconvenienti che lo afflissero all’epoca nel 2014. Potrebbe capitare qualche bug di tanto in tanto, ma nulla che stavolta possa compromettere l’esperienza offerta dal gioco.
La bellezza degli interni
La cura riposta da Ubisoft nella caratterizzazione degli scenari, soprattutto per quanto riguarda gli interni degli edifici, fu davvero impressionante.
Mai prima di quel momento un Assassin’s Creed aveva raggiunto una tale cura in ogni dettaglio e particolari da sembrare quasi fotorealistica, trasmettendo la sensazione di essere per davvero un prodotto next-gen per gli standard dell’epoca. La caratterizzazione estetica delle ambientazioni continua ancora oggi a fare la sua bellissima figura nonostante i dieci anni trascorsi dal lancio.
Il rapporto tra Arno ed Elise
Anche sul fronte narrativo c’erano spunti interessanti che davano una precisa personalità a questo capitolo. Nello specifico ad attirare l’attenzione è la relazione romantica che lega il protagonista Arno ad Elise de la Serre, dando vita a dinamiche cruciali nel corso della storia.
Questo perché Arno diventa un Assassino mentre Elise è figlia di un Gran Maestro Templare e decide dunque di seguire le orme paterne. Nonostante l’appartenenza a due schieramenti in guerra tra loro da secoli, la forza del loro legame è tale da trascendere quella stessa rivalità tra Assassini e Templari, creando vicende e situazioni originali nella narrativa di Assassin’s Creed.
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