Scienza e tecnologia

5 Picchiaduro sui quali ho passato ore interminabili di mazzate

I Picchiaduro sono da sempre uno dei miei generi prediletti, diventati una vera e propria passione soprattutto alla fine degli anni ’90 e e gli anni 2000 dove si perse il conto di quanti giochi di questo tipo avessero invaso il mercato. Alcuni di questi mi hanno poi rapito completamente.

Pur avendone in collezione a decine, se non addirittura a centinaia, su 5 Picchiaduro in particolare ho passato ore interminabili di mazzate, in solitaria oppure con gli amici, creando ricordi indimenticabili e partite mozzafiato dove la vittoria è stata decisa letteralmente all’ultimo pugno:

Dead Or Alive 2

Il classico del compianto Tomonobu Itagaki è stato tra i primissimi giochi che presi su PlayStation 2 e ne rimasi stregato. Non era un Picchiaduro tra i più immediati ed accessibili complice la sua profondità, i sofisticati tecnicismi ed il focus sui contrattacchi, ma la spettacolarità dei combattimenti, le tante modalità di gioco e un cast di personaggi incredibilmente carismatico mi tennero incollato allo schermo senza mai più distaccarmene. Anche se Dead Or Alive 3 è il mio preferito della serie, il secondo capitolo è molto probabilmente quello che ho giocato di più in assoluto arrivando anche a sbloccare ogni singolo bonus e costume segreto disponibile.

Mortal Kombat (2011)

Non sono mai stato bravo a Mortal Kombat pur avendo sempre apprezzato tanto la serie, ma tra i Picchiaduro 2D gli ho in realtà sempre preferito Street Fighter se devo essere sincero. Tuttavia l’avvento del nono gioco principale nel 2011 è stato come un’epifania per me: non solo era un gioco di altissimo livello e straripante di contenuti, ma era anche incredibilmente divertente da giocare, anche più di diversi suoi predecessori. Quel Mortal Kombat divenne tra l’altro il gioco di riferimento per la mia comitiva di amici di allora, diventando così il protagonista assoluto delle nostre serate: ho perso il conto di tutte le serate passate a giocarci con loro, facendo tornei e sfide di ogni genere dando così vita a battaglie epiche di cui conservo ancora bellissimi ricordi. Si poteva iniziare alle 9 di sera subito dopo cena e ritrovarsi a spegnere alle tre del mattino senza che ci fossimo accorti del tempo trascorso. Bei tempi.

SoulCalibur II

SoulCalibur II è stato il mio primissimo contatto con la storica serie Namco all’arma bianca: ne avevo sentito parlare benissimo sulle riviste di settore e di conseguenza la voglia di giocarci schizzò alle stelle. Lo presi su GameCube data la presenza di Link di The Legend of Zelda come guest star esclusiva di quella versione, e fu amore a prima vista. Tutto di quel capolavoro mi lasciò a bocca aperta, dallo spettacolare cast di combattenti alla bellezza mozzafiato degli scenari e delle musiche di sottofondo, per non parlare della sua giocabilità stellare che garantiva una fluidità nei colpi e nei movimenti con pochissimi rivali ai tempi. E considerata la sua enorme mole di contenuti, SoulCalibur II si rivelò un’esperienza quasi interminabile dalla quale non riuscivo a distaccarmi. Sarei davvero felice se un giorno Bandai Namco ci desse un nuovo SoulCalibur all’altezza delle origini.

Super Smash Bros Melee

Fondamentalmente la ragione principale per cui da piccolo volevo a tutti i costi un GameCube, avendo vissuto le meraviglie dell’originale Super Smash Bros. su Nintendo 64. Ma Super Smash Bros. Melee si rivelò un totale miglioramento di quanto visto nel gioco originale al punto da sembrare un’opera a parte, ben oltre il semplice sequel. Non era solo incredibile da giocare, ma lasciava a bocca aperta anche per la sua incredibile mole di modalità e contenuti con cui intrattenersi, offrendo anche sfide piuttosto ardue e che richiedevano impegno e dedizione per essere superare, per non parlare dei centinaia di trofei legati all’universo Nintendo da sbloccare. Super Smash Bros Melee ha reso indimenticabile la mia estate del 2002, passata quasi interamente davanti al GameCube assieme a un amico di allora, passando ore interminabili a darci battaglia con il capolavoro della Grande N.

Tekken (serie)

In questo caso parlare di un solo gioco potrebbe non essere sufficiente: Tekken non è solo il mio Picchiaduro preferito ma è più in generale una delle serie che amo di più in assoluto. Iniziò tutto con quel Tekken 3 considerato ancora oggi l’apice della serie da molti, e da quel momento in poi ho consumato ogni singolo episodio della serie arrivato dopo, giocando letteralmente centinaia di ore a ciascun capitolo per anni. Non importa che ci giocassi da solo o con gli amici, Tekken è da decenni una certezza assoluta del mio percorso come videogiocatore e ancora oggi con Tekken 8 il discorso non è cambiato, restando regolarmente dentro la mia PlayStation 5 grazie ad incessanti partite online in classificata oppure giocando con amici sia in rete che in locale. Tekken è un pezzo di vita, molto semplicemente.


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