5 morti in due mesi tra Genova e provincia e raffica di investimenti

Genova. Sulla strade genovesi e della provincia è emergenza senza fine. Nei primi due mesi sono già cinque le vittime, l’ultima quella di Marcello Venanti, il 48enne che il 3 marzo, durante una gita in bici, si è schiantato contro un camion sulla strada provinciale 333.
Le cinque vittime dei primi due mesi del 2026
Prima di lui in provincia è morto Mario Parodi, pensionato di 66 anni per anni gestore del panificio di Avosso, travolto lungo la provinciale 226 in all’altezza di Ponte di Savignone, mentre a Genova hanno perso la vita Luis Peter Borja Lopez, 46 anni, sbalzato dal suo scooter in lungobisagno Istria e schiacciato da un camion; Pietro Cabras, un uomo di 83 anni che il 18 febbraio era stato investito da uno scooter in via Giacometti ed è morto due giorni dopo in ospedale; e Maurizio Perrone, investito da un tir a Pontedecimo.
A Genova raffica di incidenti stradali, i pedoni restano i più vulnerabili
Le cinque vittime sono però, purtroppo, solo la punta dell’iceberg, perché quasi ogni giorno in città ambulanze e polizia locale devono intervenire su incidenti che coinvolgono sempre più spesso pedoni. Mercoledì sera un ragazzo di 19 anni è stato investito da un autocarro mentre attraversava la strada in via Don Verità, a Voltri.
Nella stessa giornata una donna di 55 anni è stata investita da un autobus in piazza Savio, a Cornigliano, dopo avere attraversato la strada fuori dalle strisce nel tentativo di fermarlo. Stessa dinamica dell’incidente avvenuto in via Lagustena il 27 febbraio: una donna ha attraversato fuori dalle strisce ed è finita sulle traiettoria do un bus. Il conducente è riuscito a evitare l’impatto violento inchiodando, ma ha comunque colpito la donna e tre passeggeri sono caduti a terra riportando ferite.
Sempre a San Fruttuoso, il 26 febbraio, una donna di 52 anni è stata investita da un furgone sulle strisce pedonali in via Torti. Pochi giorni prima due incidenti alla Foce: in uno un’auto proveniente dal centro, mentre svoltava verso piazza Palermo, ha urtato uno scooter catapultando un 62enne contro il finestrino lato passeggero e poi in strada. Nel secondo una donna alla guida di uno scooter ha svoltato da via Invrea in piazza Alimonda colpendo un uomo di 55 anni che stava attraversando fuori dalle strisce.
Il piano comunale tra Zone 30 e strade scolastiche
L’elenco potrebbe andare avanti a lungo prendendo in considerazione anche gennaio, ma al netto dei numeri ciò che emerge in modo evidente è che Genova si conferma maglia nera per gli incidenti stradali, vuoi per la sua conformazione, vuoi per il rapporto tra auto, scooter e abitanti. Che pende nettamente verso i mezzi a motore. Se all’equazione si aggiungono comportamenti rischiosi come l’attraversamento fuori dalle strisce o con lo sguardo sul telefono e il superamento dei limiti di velocità, il bilancio è inevitabilmente negativo.
Per tutelare le fasce più deboli la Fiab ha proposto l’installazione di sensori obbligatori sui mezzi pesanti nelle zone a traffico promiscuo, seguendo l’esempio di Milano, ma crescono gli appelli da parte di associazioni e cittadini per istituire delle zone 30. Proprio pochi giorni fa l’assessore comunale alla mobilità sostenibile, Emilio Robotti, ha presentato il piano sulla sicurezza stradale, che prevede la creazione di una Zona 30 in ogni municipio entro fine anno, nuove strade scolastiche con potenziamento della segnaletica e la messa in sicurezza di almeno 50 attraversamenti pedonali tra i più pericolosi.




