4 giorni per raccontare il confine
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Inizia giovedì 19 febbraio la terza edizione del Festival dell’informazione “Il Mondo fuori” organizzato dal Comune di Cormòns e prosegue fino a domenica 22 febbraio con il programma dedicato al tema “Raccontare il confine Storie e immagini tra passato, presente e futuro” ecurato da Luana de Francisco, giornalista e direttore artistico del festival.
Si inizia con una grande serata di approfondimento sull’attualità: appuntamento giovedì 19 alle 21, nella Sala Civica comunale, con due delle più note e autorevoli voci del giornalismo italiani: l’inviata di guerra della Rai, Lucia Goracci, e l’analista geopolitico e direttore di Domino, Dario Fabbri, moderati dal vicedirettore del Gruppo Nem, Paolo Mosanghini, dialogheranno sui “confini invisibili e popoli divisi”, per leggere cause, effetti e prospettive dei conflitti contemporanei.
Il Festival prosegue, delineando il significato di confine e raccontato attraverso le voci dei giornalisti, attraverso storie di guerra e di conflitti, memorie di persone e comunità e anche attraverso musica, enogastronomia e arte contemporanea. Un’edizione ancora più ricca di significato dopo l’annullamento delle date di novembre a causa dei tragici avvenimenti che hanno colpito la frazione di Brazzano, la comunità e il territorio.
Sabato 21 febbraio, alle 18.30 in sala civica, l’appuntamento è con il passato e la storia recente di chi vive sul confine e l’incontro “Memorie di confine: testimonianze di una vita transfrontaliera” che riunisce lo storico Raoul Pupo, lo scrittore-storico Angelo Floramo e il direttore del Kulturni dom di Gorizia Igor Komel per intrecciare macrostoria e microstorie di frontiera, moderati da Alfonso Di Leva, giornalista. direttore editoriale di Telefriuli.
“Il Festival rappresenta per il Comune di Cormòns un appuntamento culturale fondamentale e fortemente voluto – sottolinea Anna Bortolotti, Assessore alla cultura di Cormòns – In un tempo segnato da conflitti, fratture e instabilità, sentiamo la responsabilità, come istituzione pubblica, di creare spazi di riflessione, confronto e consapevolezza, soprattutto su un tema che ci riguarda da vicino come quello del confine.
Questa edizione assume inoltre un significato ancora più profondo dopo l’annullamento delle date di novembre, a seguito dei tragici eventi che hanno colpito la frazione di Brazzano. Ripartire oggi significa riaffermare il valore della cultura come strumento di comunità, di resilienza e di ricostruzione del senso collettivo.”
Resta fondamentale la missione del Festival nel raccontare il confine alle nuove generazioni del territorio: per questo la mattinata di venerdì 20 febbraio è dedicata ai più giovani e alle scuole con la presentazione di Alessandro Cattunar del suo libro Storia di una linea bianca, racconto di come una semplice traccia possa spaccare luoghi e vite.
“Il nostro obiettivo è semplice, ma importante: offrire occasioni di incontro e confronto, tanto più necessari in una comunità che ha vissuto momenti così difficili – spiega Luana de Francisco, giornalista e direttore artistico del festival – Abbiamo concepito un festival che sia strumento per conoscere, esplorare, emozionarsi grazie a un tema che abbraccia passato, presente e futuro e che abbiamo immaginato di proporre attraverso un mosaico di storie, esperienze e tradizioni così potenti da varcare soglie e abitare il confine come spazio vivo.”
Al Festival venerdì c’è spazio anche per la gastronomia di confine con gli chef Fares Issa e Kevin Gaddi grazie al talk “Cucina di confine: saperi e sapori di chef” e con gli “ecosistemi di confine” e la sostenibilità con il giornalista del Corriere della Sera e responsabile dell’inserto Pianeta 2023 Edoardo Vigna e il docente Giorgio Alberti, moderati dalla giornalista Anna Dazzan.
Sabato 21 febbraio alle 11 la frontiera diventa musica con il “Jazz & Taste” nell’azienda vinciola Borgo Sandaniele e con il Teo Collori Trio che attraversa generi senza etichette, seguito da una degustazione. Gran finale alle 21 nella Sala civica Comune con “Una vita spericolata – Robert Capa”, uno spettacolo multimediale tra voci, musica dal vivo e illustrazioni che restituisce lo sguardo di uno dei fotoreporter di guerra più famosi al mondo che immortalò anche il D-Day dello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944.
Domenica 22 febbraio, il Festival si chiude alle 16.30 al Museo Civico del Territorio di Cormons con il finissage della mostra “LIMINA: Borders_Confini_Confins_Grenzen_Meje” insieme al suo curatore Ivan Crico.
Tutti gli incontri del festival sono gratuiti, ad ingresso libero.
Il conto corrente dedicato alla raccolta fondi istituita dal comune di Cormons per sostenere la popolazione colpita dall’alluvione è IT53P0708563930000000565367.
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