380mila euro per il restyling. Tra entusiasmo e proteste
A Monteverde partono le ruspe e, come spesso accade quando si parla di mobilità a Roma, si riapre il dibattito.
Dal 10 febbraio 2026 sono ufficialmente iniziati i lavori per la nuova pista ciclabile di via Virginia Agnelli, tassello destinato a collegarsi al percorso già esistente di via Bernardino Ramazzini e a completare un corridoio ciclabile finora rimasto incompiuto.
Un intervento atteso e discusso, rimasto per anni nei cassetti dopo l’approvazione durante la precedente amministrazione M5S e ora ripreso dal XII Municipio.
Sul piatto un investimento di 380mila euro, con l’obiettivo dichiarato di consegnare l’opera entro l’inizio dell’estate.
Il cantiere: quattro mesi per ridisegnare la strada
Il cronoprogramma prevede una durata compresa tra i 100 e i 120 giorni. Se i tempi saranno rispettati, la ciclabile sarà pronta prima della pausa estiva.
Il tracciato correrà in parte sulla carreggiata e in parte sul marciapiede, secondo uno schema misto già adottato in altri quadranti della città.
Non solo corsia per le bici: il progetto comprende il rifacimento integrale dei marciapiedi e un intervento sulle alberature, con l’intento di restituire decoro a una via che negli anni ha mostrato segni evidenti di usura.
Dal Municipio parlano di “riqualificazione complessiva”, inserita in una visione più ampia di mobilità sostenibile e sicurezza pedonale.
Il nodo viabilità: meno spazio alle auto
Ma il punto più sensibile resta quello della circolazione. La realizzazione della pista comporterà un restringimento della carreggiata per fare spazio alla corsia ciclabile, tema che ha già acceso il confronto tra residenti.
L’amministrazione municipale assicura che i posti auto regolari saranno preservati. Verranno soppressi solo alcuni stalli in prossimità degli incroci, per consentire l’ampliamento dei marciapiedi e migliorare la visibilità.
L’intervento punta inoltre a contrastare la sosta irregolare che, soprattutto nelle ore serali, riduce la sicurezza e rallenta il traffico.
Resta però il timore di un effetto imbuto in un’arteria già congestionata nelle ore di punta.
Scontro politico: “modernizzazione” o “disagio”?
Sul piano politico il confronto è immediato. Il presidente del XII Municipio, Elio Tomassetti, rivendica l’avvio del cantiere come segnale concreto di attenzione al quartiere e di coerenza con gli obiettivi ambientali della città.
Di segno opposto la posizione della Lega in Campidoglio. Il capogruppo Fabrizio Santori parla di residenti “esasperati” e contesta una progettazione che, a suo avviso, penalizza la viabilità privata senza offrire soluzioni alternative efficaci.
Secondo l’opposizione, restringere le carreggiate in un quartiere densamente abitato rischia di aumentare traffico e disagi.
Il Municipio replica garantendo un confronto costante con i comitati di zona e una gestione del cantiere volta a limitare l’impatto sulla vita quotidiana.
Intanto, tra transenne e cartelli di deviazione, Monteverde si prepara a convivere per quattro mesi con i lavori. E a misurare, una volta conclusi, se la scommessa sulla mobilità dolce avrà davvero cambiato il volto del quartiere o soltanto acceso un nuovo capitolo della storica guerra romana tra bici e automobili.
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