Lazio

35 euro per saltare la fila all’Anagrafe

Per molti cittadini di Roma ottenere la Carta d’Identità Elettronica è diventato un percorso tortuoso, fatto di tentativi falliti, pagine web senza disponibilità e mesi di attesa.

Una vera corsa contro il tempo, soprattutto con l’orizzonte di agosto 2026, quando il documento elettronico diventerà indispensabile per viaggiare all’estero.

Eppure, proprio mentre il sistema pubblico sembra incepparsi, esiste una scorciatoia che promette rapidità sorprendente. Basta rivolgersi a un’agenzia privata e pagare una piccola commissione: in pochi minuti l’appuntamento appare.

L’esperimento che accende il caso

A sollevare la questione è stato il consigliere capitolino Antonio De Santis, esponente della lista legata a Carlo Calenda ed ex assessore al Personale del Campidoglio.

Per capire come funzionasse davvero questo sistema parallelo, De Santis ha deciso di testarlo personalmente. Il 13 marzo prende il telefono e contatta una delle tante agenzie che promettono di “sbloccare” le prenotazioni.

La risposta arriva quasi subito: «Abbiamo disponibilità per il 1° aprile».

Meno di tre settimane di attesa. Un tempo che per chi prova a prenotare autonomamente sul portale ufficiale Agenda CIE suona quasi irreale, visto che molti utenti trovano soltanto la scritta: nessun appuntamento disponibile.

La scorciatoia da 35 euro

Il meccanismo, secondo quanto raccontato, sarebbe estremamente semplice. Il cittadino si reca in agenzia, consegna il codice fiscale e paga 35 euro. A quel punto l’intermediario si occupa di trovare lo slot libero negli uffici anagrafici.

Ricevuta la data, non resta che presentarsi allo sportello comunale per completare la pratica.

Una cifra tutto sommato contenuta, ma che — secondo i critici — trasforma un diritto amministrativo in una sorta di servizio “premium” accessibile solo a chi è disposto a pagare l’intermediazione.

Il sospetto sul sistema di prenotazione

Il caso solleva interrogativi pesanti sul funzionamento delle prenotazioni negli uffici anagrafici della Capitale.

Come è possibile che cittadini comuni non riescano a trovare un appuntamento mentre soggetti privati riescono a procurarlo in pochi giorni?

Il sospetto è che alcune agenzie utilizzino software automatici per intercettare gli slot appena si liberano, oppure che esistano falle nel sistema di gestione delle prenotazioni.

«La carta d’identità è un diritto, non un privilegio a pagamento», attacca De Santis, che ha annunciato un’interrogazione all’assessorato guidato da Pino Battaglia.

La richiesta: fare chiarezza

L’obiettivo ora è capire se il sistema sia davvero aggirabile e se qualcuno riesca ad accaparrarsi in anticipo gli appuntamenti destinati ai cittadini.

De Santis chiede controlli e verifiche interne per fare luce su una situazione che rischia di creare una disparità evidente tra chi può permettersi la scorciatoia e chi resta intrappolato nelle liste d’attesa.

Nel frattempo, mentre l’estate del 2026 si avvicina e il numero di documenti da rinnovare cresce, per molti romani la carta d’identità continua a sembrare più un miraggio che un semplice documento amministrativo.

Nel video (denuncia) il consigliere capitolino Antonio De Santis:

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »