Lazio

18 arresti e piazze dello spaccio “vuote”

Per un’intera giornata il quartiere ha avuto un volto diverso. Niente vedette agli angoli, niente scambi rapidi tra i palazzi, niente fughe improvvise.

All’alba, un imponente schieramento di Carabinieri, affiancati dalle unità d’élite del Reggimento Tuscania, ha circondato le principali piazze di spaccio, chiudendo ogni accesso e spezzando le consuete vie di fuga.

Il risultato è stato immediato e visibile: lo spaccio si è fermato. Nel pomeriggio, tra i lotti, si sono formate persino code di tossicodipendenti in attesa, bloccati dall’assenza totale dei pusher. Una scena inedita, che racconta meglio di qualsiasi numero l’efficacia del blitz.

Blitz a raffica e pusher neutralizzati

L’operazione si è sviluppata con interventi rapidi e consecutivi, studiati per disorientare chi gestiva il traffico di droga. I militari hanno occupato stabilmente il territorio, impedendo riorganizzazioni e costringendo gli spacciatori a esporsi.

Quando qualcuno ha tentato la fuga, l’intervento delle unità del Tuscania è stato decisivo. Cinque sospettati hanno provato a dileguarsi correndo tra i palazzi, ma sono stati bloccati dopo brevi inseguimenti, sotto gli occhi dei residenti affacciati alle finestre.

I numeri di una giornata cruciale

Il bilancio dell’operazione racconta la densità criminale dell’area:

  • 17 arresti in flagranza, di cui 3 italiani e 14 cittadini nord-africani, tutti con precedenti specifici;

  • Un ricercato catturato, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che si era reso irreperibile;

  • Oltre 500 dosi di cocaina e crack sequestrate, recuperate sia dai nascondigli ricavati nei muri dei condomini sia da terra, dove erano state lanciate nel tentativo disperato di disfarsene.

Droga, fughe e armi tolte dalla strada

Nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno sequestrato anche oggetti potenzialmente pericolosi, a testimonianza del livello di rischio che accompagna queste piazze di spaccio: una pistola scacciacani priva del tappo rosso, e un coltello a serramanico.

Strumenti che, se rimasti in circolazione, avrebbero potuto trasformare una compravendita di droga in qualcosa di ben più grave.

Un segnale forte nelle periferie

Il blitz rientra nella strategia di sicurezza voluta dal prefetto Lamberto Giannini, che punta a colpire lo spaccio non solo con interventi spot, ma attraverso una presenza forte e visibile dello Stato nelle aree più fragili.

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