Marche

17enne sfregiato con un coltello, in due rischiano la vita. Arrestato un rumeno di Carassai


SAN BENEDETTO Una lunga scia di sangue sul marciapiede, dal Jonathan fino alla Palazzina Azzurra ma, per fortuna, questa volta, il minorenne di Pescara, vittima della rissa di Capodanno, si è salvato. Ha 17 anni ed è stato aggredito da giovani poco più grandi di lui, albanesi residenti a Carassai, uno dei quali è stato arrestato. Il quarto indagato è di origini rumene, proviene da Martinsicuro: anch’egli ha rischiato la vita per aver perso troppo sangue da un’arteria recisa sul braccio.

Il precedente –> Coltellata mortale dopo la rissa, tre condanne per l’omicidio di Amir Benkharbouch in strada a San Benedetto

 

La dinamica

Erano da poco trascorse le 3 del mattino di Capodanno quando una volante della polizia, durante un controllo programmato vista la serata speciale, stava passando davanti a uno dei locali della movida sambenedettese, su viale Pazienza.

Gli uomini del neo commissario Guido Riconi hanno visto il parapiglia nel medesimo istante in cui hanno ricevuto la richiesta di intervento da parte della securty del locale all’esterno del quale si è consumata la rissa tra due gruppi di giovani. Alla vista degli agenti c’è stato un fuggi fuggi ma i poliziotti hanno trovato, per terra, un enorme coltello, di quelli che i carpentieri utilizzano per tagliare il cartongesso. È stato usato, con orrore, invece, per squarciare la guancia del minorenne che nel frattempo è scappato. Inseguito e soccorso, grazie a questo tempestivo intervento, molto probabilmente, è ancora vivo perché ha perso molto sangue. Una volta arrivato all’ospedale, bloccata l’emorragia, è stato inviato al reparto maxillofacciale dell’ospedale regionale di Ancona dove i medici tenteranno una difficile operazione di plastica non appena le sue condizioni lo permetteranno. Nel frattempo l’altro ferito si è dileguato, passando radente la balaustra fino a sopra il ponte del torrente Albula anch’egli in preda a una copiosa perdita di sangue dal braccio. Il terzo giovane è stato fermato in base alle testimonianze di chi era presente. Il presunto aggressore, poi arrestato, si è presentato al pronto soccorso dopo i fatti, sostenendo di essersi ferito lievemente con un coltello a casa ma il pretesto non ha retto visto che il suo portafogli, intriso di sangue, era stato trovato dagli inquirenti sulla scena del crimine e lo stavano già ricercando.

Il movente

Non è ancora chiaro il motivo per il quale la violenta rissa sarebbe scoppiata all’esterno del locale da ballo anche perché tutti i giovani coinvolti sono in condizioni di salute tali da non poter rilasciare per ora dichiarazioni attendibili. Saranno nelle prossime ore vagliate le immagini delle telecamere esterne al Jonathan e nell’area del lungomare nord per comprendere al meglio sia l’eventuale movente di una rissa così feroce da dover utilizzare un coltello così pericoloso, sia le responsabilità. Si dovrà anche risalire allo stato di coscienza dei ragazzi, se, insomma, le libagioni del Capodanno possano aver influito.

Il precedente

Certo è che stavolta al contrario del 16 marzo scorso quando morì Amir davanti al Kon Tiki, i giovani coinvolti sono stati più fortunati.




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