15mila presenze per la sfida della Democrazia
Non solo una rassegna letteraria, ma uno specchio del tempo presente. L’edizione 2026 di “Libri Come” si è trasformata in un vero laboratorio civile, capace di intercettare inquietudini, domande e bisogni di una società sempre più alla ricerca di strumenti per comprendere la realtà. A guidare il percorso, una parola chiave tanto semplice quanto urgente: democrazia.
Curato da Michele De Mieri, Rosa Polacco e Marino Sinibaldi, il festival ha richiamato oltre 15mila spettatori, confermando come nella Capitale la voglia di approfondimento e confronto resti forte e vitale, nonostante i ritmi frenetici del quotidiano.
A segnare questa edizione è stato anche un importante riconoscimento istituzionale: per la prima volta, la manifestazione ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.
Un attestato che ne sancisce il valore culturale e il ruolo centrale nel dibattito pubblico nazionale, consacrandolo tra gli appuntamenti più significativi del panorama italiano.
Sul palco si sono alternate alcune delle voci più autorevoli della cultura contemporanea. Da Roberto Saviano a Francesca Mannocchi, fino a Cecilia Sala, protagonisti di incontri che hanno acceso i riflettori sulle fragilità e sulle tensioni delle democrazie moderne.
Accanto a loro, il pubblico ha seguito con grande partecipazione le lezioni di Massimo Recalcati e i racconti di Niccolò Ammaniti, capaci di intrecciare letteratura e riflessione sul presente.
Non è mancato uno sguardo oltre i confini nazionali, con la presenza di ospiti internazionali come Dinaw Mengestu e la scrittrice argentina Samanta Schweblin, che hanno portato al centro del dibattito esperienze e narrazioni globali.
E poi la cultura pop, con Zerocalcare, capace come sempre di tradurre in immagini e storie le inquietudini di un’intera generazione.
“Libri Come si conferma uno spazio aperto di incontro”, ha sottolineato Raffaele Ranucci, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma. “I libri restano uno strumento fondamentale per recuperare una qualità che rischiamo di perdere: la capacità di analizzare e soffermarsi, in un mondo che corre sempre più veloce”.
Un successo che va oltre i numeri e che racconta una città ancora capace di fermarsi ad ascoltare, discutere e interrogarsi sul proprio futuro.
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