157 alloggi a canone calmierato

Casa e affitti calmierati tornano al centro delle politiche regionali. A Bologna sono 157 gli alloggi pubblici che saranno ristrutturati e resi disponibili nei prossimi mesi per cittadine, cittadini e famiglie a reddito medio-basso. Il nuovo bando promosso dalla Regione Emilia-Romagna per l’edilizia residenziale sociale punta a ridurre drasticamente il numero di immobili pubblici attualmente sfitti. In questa prima fase sono 1.011 le abitazioni coinvolte su tutto il territorio regionale, grazie a 30 milioni di euro di fondi europei Fesr.
Ristrutturazioni e nuovi finanziamenti regionali
“Riassegnare rapidamente gli alloggi pubblici, attualmente sfitti perché bisognosi di interventi di ristrutturazione, a lavoratrici e lavoratori a reddito medio-basso: questo è il primo obiettivo della Regione che, con questo bando, avrà uno strumento utile a orientare le risorse regionali, che saranno destinate prioritariamente ai territori in cui è maggiore l’intensità della domanda abitativa. Iniziamo con queste azioni ad attivare il piano da 300 milioni per azzerare gli alloggi pubblici sfitti”, ha spiegato l’assessore regionale alla Casa Giovanni Paglia, presentando il via libera al percorso di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Questi interventi fanno parte di una nuova strategia regionale e si inseriscono in un quadro di rinnovato interesse sulla tematica abitativa. Il finanziamento in arrivo rappresenta solo la prima fase di un progetto più ampio. Nei prossimi mesi i lavori consentiranno di aumentare l’offerta di alloggi accessibili in diverse città.
Mappatura e bando regionale: come partecipare
Il bando segue una lunga fase di ricognizione, condotta con la collaborazione tra Comuni e Acer, che ha permesso di mappare precisamente gli alloggi Erp ed Ers disponibili ma utilizzabili solo dopo importanti lavori. La successiva decisione della Giunta regionale è stata di approvare la procedura per raccogliere manifestazioni di interesse e candidature. Possono presentare domanda cittadine, cittadini e nuclei familiari interessati ad accedere a una casa in affitto a canone calmierato. L’obiettivo, dichiarato durante la presentazione, è quello di agire lì dove la domanda abitativa si fa più intensa.
Distribuzione degli alloggi nelle province
Nel dettaglio, sul territorio regionale saranno disponibili 157 alloggi a Bologna, 20 a Piacenza, 38 a Parma, 186 a Reggio Emilia, 252 a Ferrara, 8 a Forlì e 23 a Ravenna. Si tratta di una prima tranche dell’intero piano, che prevede risorse pari a 300 milioni di euro. Sulla base dei dati raccolti sarà possibile aumentare il numero di abitazioni disponibili nelle prossime fasi. Nel frattempo, la priorità resta recuperare e mettere a disposizione il maggior numero possibile di alloggi pubblici inutilizzati. Questo permetterà di venire incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà su tutto il territorio regionale.
| Provincia | N. Alloggi |
|---|---|
| Bologna | 157 |
| Piacenza | 20 |
| Parma | 38 |
| Reggio Emilia | 186 |
| Ferrara | 252 |
| Forlì | 8 |
| Ravenna | 23 |
| TOTALE | 684 |
Requisiti e procedure per la domanda
Potranno presentare domanda le persone con un Isee tra 8mila e 35mila euro e un reddito complessivo del nucleo non inferiore a 16mila euro annui. Un ulteriore requisito è che nessun componente della famiglia possieda altri alloggi nella regione. Tra i criteri previsti c’è l’indice di solvibilità, che deve essere pari o inferiore al 20%, ossia il rapporto tra canone di locazione e reddito familiare netto. Coloro che otterranno l’assegnazione dovranno trasferire la loro residenza nell’alloggio entro 90 giorni dalla firma del contratto. L’assegnazione stessa avverrà in base ai regolamenti comunali, che prenderanno spunto da un regolamento-tipo regionale appena definito.
Contratti, priorità e obiettivi del piano
Il contratto di locazione sarà a canone calmierato e corrisponderà al canone concordato, con una durata prevista di sei anni più due di rinnovo. I Comuni, proprietari degli immobili, potranno inoltre riservare alcune abitazioni a categorie prioritarie: sono incluse le famiglie in graduatoria Erp, persone seguite dai servizi sociali in situazione di emergenza, chi ha perso la casa per superamento dei limiti di reddito e lavoratrici e lavoratori impiegati nei servizi pubblici. Secondo la Regione, “l’obiettivo è duplice: da un lato ridurre l’emergenza abitativa, dall’altro rimettere in circolo un patrimonio pubblico oggi inutilizzato”. Questa misura, intervenendo soprattutto nelle aree come Bologna colpite dall’alto costo degli affitti, mira a fornire una risposta strutturale a migliaia di persone che oggi faticano ad accedere al mercato privato.
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