Emilia Romagna

1500 euro per il pieno di un peschereccio. Il Governo si attivi per il settore


Il mondo della pesca e dell’acquacoltura in Romagna continua a far fronte a numerose sfide, aggravate anche dall’attuale contesto internazionale. A discutere delle prospettive per il comparto, venerdì scorso, è stata l’assemblea delle 14 cooperative di Legacoop Romagna riunitasi per fare un punto sulle numerose difficoltà che la filiera ittica si trova di fronte in tutte le sue componenti, che comprendono cattura, allevamento, trasformazione, ricerca e servizi avanzati.

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Il comparto oggi aggrega 14 cooperative e un migliaio di soci, per un valore di produzione di 25,8 milioni e un patrimonio netto di 7 milioni. A emergere durante il dibattito, il tema relativo al rincaro dei carburanti provocati dalla guerra in Iran. Il prezzo del gasolio “è schizzato in pochi giorni da 0,67 a quasi 1 euro al litro e la spesa media per il pieno di un peschereccio è passata da 700 a 1.500 euro, con impatti più pesanti per chi pratica la pesca volante e a strascico”, spiega Legacoop.

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“Di fronte a questa situazione – precisa il presidente Paolo Lucchi – abbiamo chiesto al governo di attivarsi con rapidità per sostenere il settore. In particolare occorre ripristinare con urgenza il credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta per i carburanti, che sono la voce di costo più importante per le aziende, ma anche di allentare i lacci burocratici e velocizzare i tempi di erogazione dei contributi”.

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A tenere banco all’assemblea le necessità della filiera ma anche il fronte aperto con l’Unione Europea, “dove si rischia un taglio fino al 63% delle risorse nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, passando da oltre 6 miliardi di euro attualmente dedicati al settore a circa 2 miliardi”, spiega Legacoop.

“Sarebbe invece necessario mantenere risorse specifiche per la pesca nel bilancio Ue – rimarcano i responsabili di settore Giorgia Gianni e Mirco Bagnari – e prevedere interventi a sostegno dell’ammodernamento della flotta e del dragaggio dei porti. Tutto il settore guarda con attenzione alla gestione delle aree portuali e alla pianificazione degli spazi marittimi, oltre che ai rapporti con gli enti di settore. Non ultimo, il nostro mare è esposto a emergenze ambientali e agli effetti del cambiamento climatico: l’invasione delle specie aliene che distruggono l’ecosistema, come il granchio blu, mette a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende. Tra le note positive la grande visibilità dei marchi legati al prodotto romagnolo: c’è spazio per la crescita e chiediamo alla Regione di svolgere un ruolo attivo di regia tra le varie componenti coinvolte”.

I lavori dell’assemblea si sono svolti nel pomeriggio al Cervia Social Food, dove sono stati aperti dalla relazione dei responsabili territoriali Mirco Bagnari e Giorgia Gianni. Qui sono intervenuti il docente dell’Università di Bologna, Alessio Bonaldo, e la responsabile nazionale di Legacoop per il settore, Elena Ghezzi. Tra gli ospiti anche la responsabile del settore Pesca di Legacoop Estense ed Emilia-Romagna, Arianna Silvestri. 

A intervenire, invece, tra le cooperative: Fabrizio Grossi (Cooperativa Fenice), Vito Acquafredda (Cooperativa Pescatori “Luigi Penso”), Giuseppe Prioli (Cooperativa Mare) e Nicola Tontini (Casa del Pescatore di Cattolica).

 


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