Toscana

1,5 chili di coca nascosti nel garage e l’ultima dose ceduta con la figlia in auto

L’ultima cessione è avvenuta davanti agli occhi della figlioletta di 4 anni che, mentre il padre vendeva cocaina a un acquirente, se ne stava buona al suo posto nei sedili posteriori dell’auto.

Sono stati i carabinieri del reparto operativo di Arezzo ad arrestare un 40enne, cittadino di origini albanesi, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostante stupefacenti. L’operazione è avvenuto ieri, 5 febbraio, durante un normale servizio di osservazione lungo via Fiorentina. Qui, come reso noto dal comando provinciale dell’Arma attraverso un comunicato stampa, i militari hanno notato il 40enne che, rimanendo a bordo della propria auto, dopo aver ricevuto del denaro avrebbe passato a un altro uomo (un 50enne aretino) tre bustine.

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Prima dell’arresto aveva ceduto 7 grammi di cocaina in cambio di 400 euro

Una scena inequivocabile che ha convinto i carabinieri a procedere alle verifiche. “L’acquirente – spiegano i militari – al prezzo di 400 euro aveva acquistato 7 grammi di cocaina ed è stato segnalato alla prefettura come assuntore di sostanze. Il 40enne invece è finito in manette”.

Ad essere sottoposta a perquisizione è stata anche l’auto del presunto pusher. “I colleghi – spiegano ancora dal comando provinciale – mentre controllavo la vettura hanno notato sui sedili posteriori la presenza della figlia dell’umo, di 4 anni, che, dal suo seggiolino, aveva assistito alla cessione dello stupefacente”. Accertamenti successivi hanno riguardato l’abitazione e il garage nelle disponibilità del 40enne. Qui è stato trovato un 1,5 chili di cocaina insieme a materiale per il confezionamento, un libro mastro e oltre 1.200 euro in contanti.

Il materiale rinvenuto è stato sequestrato, mentre i soldi sono stati depositati su un libretto giudiziario infruttifero. L’uomo su disposizione dell’autorità giudiziaria aretina è stato condotto presso la casa circondariale di Arezzo.

Sono in corso ulteriori indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica per verificare la provenienza della cocaina rinvenuta e sequestrata, ma soprattutto la destinazione di una così ingente quantità, verosimilmente diretta ad alimentare lo spaccio al dettaglio sul territorio aretino.

 

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