100 anni di tradizione casearia e innovazione familiare
Prealpi, con il suo caratteristico quadrifoglio, è un’icona del settore caseario i cui prodotti hanno trovato posto nei frigoriferi di tutte le famiglie italiane. Malgrado sia salita alla ribalta negli anni ’80 grazie a storici spot televisivi, la sua storia ha avvio nel primo dopoguerra. Dopo oltre cent’anni Prealpi conserva i valori e la filosofia con cui è stata fondata. A raccontare la sua storia sono Luigi Prevosti, presidente e amministratore delegato, e il figlio Giovanni, direttore commerciale oltre che vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Varese.
Una storia che inizia oltre cent’anni fa
L’inizio è datato 1922, in un’Italia in ripresa dopo la Prima Guerra Mondiale. È in quel momento che Luigi Prevosti decide di ripartire da ciò che meglio conosce: il latte e la sua terra.
La sua famiglia si era trasferita dalla campagna lodigiana a Varese, ed è qui, nel cuore della città, in via Robbioni 19, che apre il suo primo burrificio. Un piccolo laboratorio a due passi dal Municipio, semplice ma animato da un’idea chiara: fare prodotti buoni a prezzi onesti per le persone del circondario.
Per quasi trent’anni la produzione rimane legata al burro, con una distribuzione soprattutto lombarda. Poi la guerra, e con essa una nuova scia di difficoltà e rinunce. Ma al termine del conflitto si riparte, col dolore di Luigi, nel 1951, di perdere la moglie, Angela Mangano, colonna portante dell’amministrazione. Il successo del dopoguerra fa intuire che lo stabilimento di via Robbioni è troppo piccolo per sostenere lo sviluppo. E così, nel 1955, la famiglia inaugura la nuova sede di viale Luigi Borri, più grande e moderna. È un momento speciale: tutta la città partecipa e l’azienda comincia a guardare avanti.
Il boom economico porta un allargamento della produzione: ai burri si aggiungono formaggini, Fontal e, più avanti, panna, yogurt, dessert e formaggi freschi. I formaggini, in particolare, diventano subito il secondo prodotto più amato dell’azienda dopo il burro.
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